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Atlante di viaggio lungo le ferrovie dismesse, una sfida da vincere

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Dopo il bel progetto di recupero e valorizzazione dei fari italiani, ora è la volta dell’Atlante di viaggio lungo le ferrovie dismesse, un progetto presentato da Rete Ferroviaria Italiana a novembre a Rimini, in occasione della grande fiera Ecomondo.

Nel nostro Paese le ferrovie abbondano, molte sono situate in contesti paesaggistici meravigliosi con un’unica defezione: sono in stato in abbandono e rappresentano un autentico spreco soprattutto in termini di potenzialità.

Per questa ragione le Ferrovie dello Stato hanno dato vita a un progetto il cui obiettivo è quello di impedire che un patrimonio così importante vada perduto per sempre, incoraggiando invece iniziative che consentano una vera e propria rigenerazione turistica con il coinvolgimento di tutte quelle aziende e associazioni che lavorano nel settore della mobilità sostenibile.

È infatti l’ecoturismo l’aspetto su cui si vuol puntare – sulla scia degli altri Paesi europei –, attraverso la realizzazione di percorsi ciclopedonali che incoraggino un turismo green e allo stesso tempo valorizzino il grande patrimonio naturale, storico, artistico e culturale che contraddistingue l’Italia.

Lo scopo dell’Atlante di viaggio è, più nello specifico, quello di favorire interazioni che diano vita a progetti di riconversione dei binari che potrebbero divenire così piste ciclabili, percorsi pensati ad hoc per chi voglia camminare e godere senza fretta della bellezza ad ogni passo.

All’interno dell’Atlante di viaggio troveremo mappe con illustrazioni a corredo, fotografie dei luoghi e, ovviamente, tutte le informazioni riguardanti i tracciati delle vecchie ferrovie.

Claudia Cattani, presidente di Rete Ferroviaria Italiana, a sostegno di quanto abbiamo finora osservato, ha così commentato il nuovo e innovativo progetto: «Il riuso delle linee ferroviarie dismesse si colloca nel più ampio orizzonte di progetti finalizzati alla creazione di una rete di mobilità dolce, in un’ottica di sviluppo del turismo, attraverso la valorizzazione delle tratte ferroviarie di particolare pregio culturale e paesaggistico».

Uno degli aspetti più interessanti dell’Atlante di viaggio è la presenza, al suo interno, di dati e numeri di fronte ai quali ci rendiamo facilmente conto di quanto sia elevato il potenziale delle nostre ferrovie e – peccato – del conseguente sperpero rappresentato dalla scarsa intraprendenza.

Ad oggi in Italia sono stati effettuati un totale di 60 interventi pertinenti il riutilizzo delle ferrovie dismesse, perlopiù a Nord dove sono stati recuperati oltre 500 chilometri. Per quanto riguarda il Sud, qualcosa è stato fatto soprattutto in Sicilia ma molti dei progetti non sono sostanzialmente decollati.

L’Atlante di viaggio delle ferrovie dismesse ha risvegliato un interesse generale che probabilmente non ci si aspettava e del quale non si può che essere felici. Dice infatti Ilaria Maggiorotti, membro della direzione produzione di Rete ferroviaria italiana: «Un anno fa pubblicavamo il primo “Atlante delle linee ferroviarie dismesse”, un volume che aveva lo scopo di censire e raccontare la storia dei tanti tracciati che per decenni sono stati percorsi dai treni e poi, per motivi di insufficiente domanda di trasporto, sono stati chiusi all’esercizio ferroviario; in quel volume abbiamo descritto come si snodano le linee dismesse, quanto sono lunghe, dove sono collocate le stazioni, in che regioni si trovano e quali luoghi attraversano. Abbiamo tracciato sommariamente la loro storia, descrivendo per quanti anni hanno servito il Paese e per quale motivo si sia deciso di cessare l’attività del trasporto ferroviario, sia al servizio dei viaggiatori che delle merci. L’Atlante ha suscitato interessi ed emozioni oltre ogni nostra aspettativa e ciò ci ha spinti a non fermarci con quel censimento, ma ad illustrare queste affascinanti linee da altri e più vari punti di vista».

Un’intuizione che sembra stia dando buoni frutti.

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