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Riforma del Terzo settore: sbloccati i finanziamenti per il no profit

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Scadenza: 11 dicembre 2017.

Il 16 novembre Luigi Bobba, Sottosegretario al Lavoro, ha annunciato alla stampa la tanto attesa pubblicazione dell’atto di indirizzo del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, quale «primo importante provvedimento applicativo della riforma del Terzo Settore. Un modo concreto per sostenere quelle realtà associative che decidono di investire sull’innovazione sociale, utilizzando anche le risorse messe a disposizione dalla recente legislazione». Contemporaneamente ha presentato l’Avviso pubblico adottato con Decreto Direttoriale del 14 novembre 2017 (che  fa seguito all’atto di indirizzo) che disciplina modalità e termini di presentazione delle proposte progettuali, criteri di valutazione e modalità di assegnazione ed erogazione del finanziamento.

L’atto di indirizzo infatti, sottoscritto il 13 novembre, è solo una parte delle risorse che il Governo, in attuazione del Codice del Terzo Settore, ha messo a disposizione attraverso il Fondo per il finanziamento di progetti e di attività di interesse generale nel Terzo settore di 91 milioni di euro. In tale atto sono individuati gli obiettivi generali, le aree prioritarie di intervento e le linee di attività finanziabili di cui all’art. 72 del Codice del Terzo settore, nonché attraverso le altre risorse finanziarie specificamente destinate al sostegno degli enti del Terzo settore di cui all’articolo 73 del Codice medesimo.
Parliamo di 44.806.985 milioni di euro per il finanziamento di progetti di rilevanza nazionale presentati da organizzazioni di volontariato (odv), associazioni di promozione sociale (aps) e fondazioni del terzo settore, da soli o in partnership tra loro. Il tutto per favorire la partecipazione attiva degli enti del Terzo settore allo sviluppo sociale ed economico del Paese, sostenendone le capacità organizzative e rafforzando le reti in un’ottica di sussidiarietà orizzontale.

SCHEDA
OBIETTIVI In linea con gli obiettivi individuati dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, i progetti e le iniziative da finanziare dovranno concorrere al raggiungimento dei seguenti obiettivi generali:
a) Promuovere la salute e il benessere per tutti e per tutte le età;
b) Promuovere un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti;
c) Promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti;
d) Promuovere le pari opportunità e contribuire alla riduzione delle disuguaglianze;
e) Promuovere società giuste, pacifiche e inclusive;
f) Promuovere un’agricoltura sostenibile e responsabile socialmente.
PROPONENTI Le iniziative e i progetti di rilevanza nazionale devono essere presentati, pena l’esclusione, in forma singola o in partenariato tra loro, da organizzazioni di volontariato (ODV), associazioni di promozione sociale (APS) e fondazioni del terzo settore iscritte nel Registro unico del Terzo settore, anche attraverso le reti associative di cui all’articolo 41 del Codice del Terzo settore.
La realizzazione di tali iniziative potrà prevedere anche con il coinvolgimento di soggetti diversi prevedendo l’attivazione di collaborazioni con enti pubblici (compresi gli enti locali) o privati (ivi compresi anche i soggetti non appartenenti al Terzo settore, come le imprese). Tali collaborazioni devono essere a titolo gratuito e gli enti non potranno essere destinatari di quote di finanziamento, ma cofinanziare attraverso un apporto monetario.
AREE PRIORITARIE DI INTERVENTO Le iniziative e i progetti dovranno riguardare una o più delle seguenti aree prioritarie di intervento (in numero massimo di tre):
a) Contrasto delle forme di sfruttamento del lavoro;
b) Sviluppo della cultura del volontariato;
c) Sostegno all’inclusione sociale;
d) Prevenzione e contrasto delle dipendenze, ivi inclusa la ludopatia;
e) Prevenzione e contrasto delle forme di violenza, discriminazione e intolleranza;
f) Contrasto a condizioni di fragilità e di svantaggio della persona;
g) Sviluppo e rafforzamento della cittadinanza attiva, della legalità e della corresponsabilità;
h) Sostegno alle attività di accompagnamento al lavoro di fasce deboli della popolazione;
i) Contrasto alle solitudini involontarie specie nella popolazione anziana;
j) Sviluppo di forme di welfare generativo di comunità;
k) Sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building;
l) Sensibilizzazione e promozione del sostegno a distanza.
 AMBITO TERRITORIALE E DURATA DELLE INIZIATIVE E DEI PROGETTI Le iniziative dovranno prevedere lo svolgimento di attività progettuali in almeno 10 regioni (sono equiparate alle regioni, le province autonome di Trento e Bolzano).
La durata minima delle proposte progettuali non dovrà essere inferiore a 12 mesi, mentre la durata massima non potrà eccedere i 18 mesi.
 RISORSE Su un budget complessivo di € 44.806.985, il finanziamento complessivo di ciascuna iniziativa o progetto, a pena di esclusione, non potrà essere inferiore a € 250.000,00 né superare € 900.000,00. La quota di finanziamento, a pena di esclusione, non potrà superare l’80 % del costo totale del progetto approvato se presentato da APS o da ODV anche in partenariato tra loro, il 50% del costo totale se presentata dalle fondazioni del terzo settore.
Le proposte presentate in partenariato da fondazioni e associazioni di promozione sociale/organizzazioni di volontariato potranno richiedere un finanziamento non superiore al 50% del costo totale previsto, indipendentemente dal numero di fondazioni coinvolte e dal ruolo assicurato da esse all’interno del progetto.
Il cofinanziamento), pari almeno al 20%
in caso di APS e di ODV e almeno al 50% in caso di fondazioni (anche in partenariato con associazioni di promozione sociale e organizzazioni di volontariato), sarà a carico dei soggetti proponenti, i quali potranno avvalersi anche di eventuali risorse finanziarie messe a disposizione da soggetti terzi, pubblici o privati. 
PROCEDURE I soggetti proponenti dovranno presentare le domande di ammissione al finanziamento compilando gli allegati previsiti (v. sotto). Tale documentazione da prodursi in duplice copia cartacea (accompagnata da una copia su supporto digitale e in caso di difformità farà fede la versione cartacea), dovrà pervenire entro e non oltre le ore 12 del giorno 11.12.2017 in una busta chiusa, controfirmata sui lembi di chiusura, recante all’esterno: l’intestazione del mittente (nel caso di partenariato elencazione di tutti i 8 componenti), completa di recapito postale e e-mail; indicazione del destinatario comprensiva dell’indirizzo; dicitura: “NON APRIRE – Avviso n. 1/2017- iniziative e progetti di rilevanza nazionale – art. 72 del d.lgs 117/2017”.
Le proposte dovranno essere recapitate a mano, ovvero tramite raccomandata con avviso di ricevimento, oppure a mezzo corriere all’indirizzo: Ministero del lavoro e delle politiche sociali – Direzione Generale del Terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese – Via Fornovo n. 8 – 00192 – Roma – I piano, stanza n. 116.
Le proposte saranno soggette sia a verifica delle condizioni di ammissibilità nonché a successiva valutazione da parte di una commissione nominata con decreto del Direttore Generale del terzo settore  sulla base di specifici criteri indicati nell’avviso.
Si specifica che l’avvio delle attività dovrà avvenire, pena revoca del finanziamento, entro 15 gg. dal ricevimento della copia conforme della convenzione sottoscritta con il Ministero.
 INFO Gli enti interessati, fino a 8 giorni prima della scadenza del termine per l’invio delle proposte, potranno formulare quesiti esclusivamente tramite Pec all’indirizzo [email protected]. Responsabile del procedimento è la dottoressa Caterina Farre, dirigente della div. II della Direzione Generale del terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese.
Atto di indirizzo
Modello A – domanda di ammissione al finanziamento
Modello A1 – dichiarazione di partenariato
Modello A2 – dichiarazione di collaborazione “gratuita”
Modello B – dichiarazioni sostitutive
Modello C – scheda anagrafica del soggetto proponente o partner
Modello D – scheda di progetto
Modello E – piano finanziario (aggiornato alla data del 21 novembre 2017).
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