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Pubblicato il 20 novembre 2017

Com’è cambiato il nostro pianeta? Ce lo mostra la Nasa in un video

La Nasa ha pubblicato online la scorsa settimana un video sensazionale del nostro pianeta che condensa in due minuti e mezzo le immagini scattate dai satelliti negli ultimi 20 anni, dal settembre 1997 al settembre di quest’anno. Il risultato è che la Terra, inserita in un planisfero ellittico, appare come un gigantesco organismo vivente che reagisce ai cambiamenti climatici, si adatta continuamente a situazioni diverse, a mutate forme climatiche e a nuove specie biologiche.

Infatti, se ci fossero ancora dubbi sui cambiamenti rilevanti del nostro pianeta, sarebbe auspicabile guardare con attenzione e più di una volta questo video che dimostra come oggi viviamo in un mondo molto diverso rispetto a quello di 20 anni fa e come la Terra si evolve in continuazione, destinata a farlo anche nel futuro prossimo, magari con modi che non ci saranno del tutto congeniali.

Riportiamo infatti l’attenzione sul fatto che nel filmato sono visibili le fluttuazioni della Terra come sono state osservate dallo spazio: le calotte polari si allargano e si ritirano ancora con le stagioni, ma sono indiscutibilmente diventate meno estese col passare del tempo. Non solo: si può rilevare come nell’emisfero Nord la primavera inizi prima, ma l’autunno duri più a lungo.

Se si osservano gli oceani, si noterà che ci sono stati momenti (1997/1998) in cui l’oceano Pacifico evidenziava una vistosa linea verde, data dall’accresciuta presenza di alghe e organismi biologici causata dalla eccezionale attività di El Niño, la corrente calda che si alterna a quella fredda della Nina. Inoltre oceani e mari indicano con colori diversi che vanno dal viola al rosso (con tutti i colori intermedi) la presenza di fitoplancton e quindi di vita marina: il colore viola indica una concentrazione molto bassa, via via sino ad arrivare al rosso con una concentrazione molto alta.

Anche per la vegetazione terrestre è stato utilizzato un criterio uguale ma con colori diversi che vanno dal marrone per l’assenza di vegetazione al verde intenso per foreste e aree verdi incontaminate.

Sostenere che i mutamenti del Pianeta non siano colpa diretta dell’uomo diventa davvero difficile davanti a queste evidenze. Invitiamo quindi a prendere direttamente visione del video di cui vi abbiamo parlato cliccando qui.

 

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