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Strage di Nassiriya ad opera di Al Qaeda

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12 novembre 2003 – Sono le 10.40 (in Italia le 8,40) quando un camion entra nella base italiana dei Carabinieri a Nassiriya, in Iraq, lasciando libero il passaggio a un’autobomba la cui esplosione si rivela distruttiva. Una strage: muoiono 12 militari dell’Arma, 5 dell’Esercito, 2 civili italiani e 9 iracheni, tra cui 4 bambini. E poi un gran numero di feriti, più o meno gravi.

La missione italiana in Iraq – “Operazione Antica Babilonia” – prevedeva il mantenimento della pace e il ripristino delle infrastrutture che i continui conflitti avevano fortemente compromesso, dunque non vi erano intenzioni bellicose da parte dell’insediamento italiano. Le indagini e le inchieste rivelano i responsabili del massacro: sono il gruppo terroristico di Al Qaeda e del suo leader Al-Zarqawi che andava reclutando terroristi da ogni dove.

In seguito alla barbarie di questo episodio, ai caduti di Nassiriya vengono dedicate piazze, vie ed edifici.

 

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