antartide

Pubblicato il 30 ottobre 2017

Al via nuova spedizione italiana in Antartide

Ha avuto inizio in Antartide  la XXXII  Campagna estiva del  Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra) con  circa 50 progetti di ricerca e che vede la partecipazione di 210 tra tecnici e ricercatori sia italiani che internazionali.

In particolare i progetti prevedono  l’individuazione di nuovi batteri antartici, lo studio delle profondità della calotta antartica – utile al riconoscimento del sito ideale di perforazione affinché si possa risalire alla composizione dell’atmosfera fino a 1 milione e mezzo di anni fa – e l’osservazione di due specie fondamentali dell’ecosistema marino antartico l’Antartic Silverfish e l’Antartic Toothfish.

Questa Campagna 2017-18, inoltre, è stata finanziata con 23 milioni di euro dal Ministero dell’Istruzione, attuata dall’Enea per quanto riguarda gli aspetti logistici e dal Cnr per la programmazione e il coordinamento scientifico. Avrà una durata di circa 4 mesi e vedrà la partecipazione di numerosi ricercatori, scienziati e tecnici, vestiti con la famosissima tuta rossa, i quali dovranno sfidare le avversità del clima antartico e le alterazioni del ciclo circadiano legato all’alternanza giorno-notte visto che nella stagione estiva la presenza solare è ininterrotta.

Il capo della prima spedizione è Alberto Della Rovere che, assieme ai tecnici dell’Enea, al personale delle Forze Armate, piloti, un medico e un cuoco ha formato una speciale avanguardia che possa aprire la base per ripristinarne la connettività, base che quest’anno risulta essere particolarmente innevata. Solo il 7 novembre partirà dalla stazione “Mario Zucchelli” il personale che darà il cambio a coloro che sono rimasti durante l’inverno e che aprirà la Campagna estiva nella stazione italo-francese Concordia a Dome C sul plateau antartico, presso cui sono previsti osservatori, studi e ricerche riguardanti diversi settori quali la glaciologia, l’astrofisica, la geofisica, la biomedicina  e l’astronomia.

Tale spedizione, infine, è stata ritenuta utile da rappresentanti di diversi campi scientifici come l’ecologia, la farmacologia e anche la medicina, che hanno trovato spunto per la scoperta di nuove verità scientifiche fino a quel momento ignorate. Dunque i nostri ricercatori, assieme a colleghi provenienti da ogni parte del mondo, saranno in grado di studiare un ambiente così lontano da noi, sotto diversi punti di vista, apportando modifiche anche in settori di estrema importanza, utili alla protezione dell’uomo e dell’ambiente che lo circonda.

di Lorenzo Lobolo

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