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Pubblicato il 23 ottobre 2017

«Far conoscere le montagne, più specialmente le italiane», così nasce il Club Alpino Italiano

23 ottobre 1863 – Una data importante quella di oggi, che richiama alla memoria l’atto costitutivo del Club Alpino Italiano (CAI), la maggiore organizzazione che raggruppa professionisti ma anche tutti gli appassionati di alpinismo.

In questo stesso giorno del lontano 1863, l’allora ministro delle Finanze del Regno d’Italia Quintino Sella formalizza la nascita del CAI, insieme a 183 soci tutti facenti parte delle classi più agiate della società. L’idea di fondare il Club Alpino Italiano viene a Sella durante una spedizione sulla vetta del Monviso e in un’antichissima lettera ne rintracciamo la ragione: «Far conoscere le montagne, più specialmente le italiane e di agevolarvi le salite e le esplorazioni scientifiche».

Da allora il CAI, con le sue 500 sezioni sparse in tutta Italia, conta più di 300.000 iscritti e adempie al compito importante di rappresentare gli aspetti più variegati dell’ambiente montano. A partire dalla difesa della memoria storica con il Museo della Montagna (istituito a Torino nel 1874), il CAI si occupa anche di condurre esplorazioni con l’Associazione Guide Alpine Italiane (appendice dello stesso CAI fondata nel 1931), fino a importanti azioni di prevenzione e soccorso di incidenti in collaborazione con la Protezione Civile.

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