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Pubblicato il 21 ottobre 2017

Le bufale si combattono a partire dalle scuole: al via il progetto

Guerra dichiarata alle bufale e stavolta si prova a fare sul serio più che mai: il New York Times ha lanciato un’iniziativa corale che coinvolgerà i social network più importanti, tra cui anche Facebook, con lo scopo di «educare una generazione di studenti a riconoscere le fake news e le teorie cospirative» che oggi dominano in Rete. Così la testata giornalistica americana ha presentato il progetto italiano che porterà nelle scuole a partire dal 31 ottobre dal titolo “I dieci comandamenti dell’era digitale”.

All’iniziativa prenderanno parte 8.000 studenti e questo progetto è stato caldeggiato in maniera particolare dal presidente della Camera Laura Boldrini, vittima negli ultimi anni di una persecuzione vergognosa e resa insostenibile anche dalle numerose bufale.

Ha dichiarato infatti la stessa Boldrini: «Le fake news instillano gocce di veleno nella nostra quotidiana dose di Web e noi finiamo per esserne infettati senza nemmeno accorgercene, invece è semplicemente una cosa giusta dare ai ragazzi la possibilità di difendersi dalle bugie».

Non è un mistero che il presidente della Camera si sia sempre battuta contro le bufale che contribuiscono a creare caos e disinformazione avallando razzismi. Si ricordi ad esempio la campagna di sensibilizzazione #bastabufale (leggi l’articolo).

Come ricorda il New York Times, in Italia l’anno prossimo si terranno le elezioni politiche e ci saranno purtroppo tutte le condizioni per seminare bufale e inganni, pertanto il governo ha il preciso dovere di insegnare alle giovani generazioni di elettori italiani in che modo difendersi dalle falsità che si nutrono delle loro paure.

Altro aspetto da sottolineare è che nel programma sarà coinvolta anche Google che, insieme a Facebook, entrerà nelle scuole anche per proteggere l’immagine di un digitale che rischia di perdere credibilità tra le altre cose.

In ogni caso, ciò che si proverà a fare è dare agli studenti la possibilità di vestire i panni di “cacciatori di fake news” cominciando a spiegar loro «come creare i propri blog personali e usare gli account per mettere in evidenza false storie e raccontare come siano stati in grado di metterle a nudo».

 

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Redazione

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