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Apre Camilla, il primo Food Coop italiano

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Il primo Food Coop in Italia sta per diventare realtà, per la precisione a Bologna.

Se ci venisse data la possibilità di lavorare come soci-volontari per qualche ora al mese all’interno del nostro supermercato di fiducia, ricevendo in cambio la possibilità di rendersi utili alla collettività e traendone anche dei vantaggi personali e di non trascurabile importanza, come scegliere l’acquisto di prodotti buoni e freschi e a prezzi davvero competitivi, lo faremmo? Con ogni probabilità sì perché già si intuisce facilmente quanto la questione sia etica e conveniente.

Forse a molti italiani la parola Food Coop dirà poco o nulla ma si tratta di una realtà importante già presente a New York dal 1973, poi arrivata a Parigi dove ha riscosso così tanto successo che nel giro di un anno sono stati aperti ben 30 market in tutta l’area metropolitana e, da poco più di una settimana, anche a Bruxelles.

Ora, finalmente, è la volta dell’Italia con Bologna che aprirà presto i battenti con il suo Food Coop Camilla, questo il nome scelto. Il suo funzionamento è talmente semplice che ci si auspica che altre città italiane ne seguiranno presto l’esempio: i consumatori oltre ad essere tali sono anche i soci della cooperativa, tanto per cominciare. Se si trattasse di un normale supermercato capite bene come si creerebbe un problema relativo allo scarso personale ma in questo caso visto – e proprio perché chi vi lavora è socio della cooperativa – i costi di gestione sono davvero molto più bassi che altrove. Cosa fanno di preciso i lavoratori e soci del Food Coop? Attendono le forniture, ordinano la merce sugli scaffali e nel magazzino, si occupano della cassa e delle pulizie. Tutto uguale a ciò che avviene in un normale supermercato. I soci si danno il cambio impegnandosi per tre o quattro ore al mese a prestare il loro servizio ed è questo il prerequisito per poter fare la spesa in questa nuova realtà. Conviene? Sì, conviene a tutti perché i prodotti sono di qualità e costano meno della media e i fornitori non vengono penalizzati. Quando abbatti i costi di gestione e non sfrutti nessuno può venir fuori un risultato virtuoso come questo.

Food Copp, peraltro, è anche il nome di un documentario che a partire da metà novembre sarà anche sugli schermi dei cinema italiani. È stato girato da Tom Boothe, un americano che vive a Parigi la cui idea era appunto quella di ricreare sotto la tour Eiffel un supermercato con le stesse caratteristiche di quello del suo Paese natio. Naturalmente ci è riuscito, altrimenti non ci spiegheremmo bene il documentario. Il suo negozio oggi vanta tremila soci e molti si sono ispirati al suo modello. Inoltre è enorme, misura 1.500 metri quadrati.

Ora aspettiamo il Food Coop nostrano di Bologna, Camilla, che non è un nome di persona ma la sigla di un collettivo di persone provenienti dai vari gruppi di acquisto solidale e dall’adesione di produttori agricoli indipendenti. E buona collaborazione a tutti.

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