Portale di economia civile e Terzo Settore

Raccolta fondi nel non profit: i dati presentati nel Giorno del Dono 2017

13

Sembra superata la crisi nelle raccolte fondi del non profit che aveva segnato gli ultimi anni. Il 2016 è stato il terzo anno consecutivo in cui sono aumentate le organizzazioni non profit che hanno migliorato le proprie entrate. Sono ancora le persone fisiche la fonte di raccolta fondi più generosa per il non profit, ma aumentano anche le forme di sostegno da parte delle imprese. E’ questo il bilancio dell’indagine sulle raccolte fondi del non profit realizzata dall’Istituto Italiano della Donazione (IID), di cui è presidente Edoardo Patriarca (nella foto con papa Francesco), e presentata ieri a Roma in occasione del Giorno del Dono 2017.

Una manifestazione che si è aperta con il messaggio augurale del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Chi sperimenta l’azione concreta di solidarietà», ha sottolineato il presidente, «coltiva la speranza di un mondo migliore e contagia con questi suoi sentimenti il mondo che lo circonda. Dai tanti esempi che il nostro Paese ci offre possiamo trarre alimento e forza per una coscienza civica più forte. In questa prospettiva l’impegno dell’Istituto Italiano della Donazione, che tocca tutti gli ambiti in cui l’azione volontaria si esprime e acquista una valenza sociale, merita di essere incoraggiato e sostenuto».

Così come merita di essere incoraggiata la buona azione della donazione che, fortunatamente, stando ai dati illustrati ieri, è sempre più diffusa.

Continua infatti il trend positivo per quanto concerne le raccolte fondi nel non profit: il 36% delle onp ha aumentato le proprie entrate totali nel 2016, mentre il 42% non ha registrato nessun cambiamento sostanziale. Solo il 22% ha diminuito le proprie entrate: erano il 27% nel 2014. Le fonti di entrata da cui le onp – il campione dell’indagine IID è composto da circa 130 organizzazioni di tutte le dimensioni – raccolgono di più sono i privati cittadini (58%), seguite dalle aziende (13%), fondazioni e enti di erogazione (10%), il 5 per mille (8%), la pubblica amministrazione (5%), le fondazioni di origine bancaria (3%) e le fondazioni di impresa (3%).

«Negli ultimi 3 anni», ha spiegato il segretario generale IID Cinzia Di Stasio, «la crescita delle entrate totali si è stabilizzata. Tuttavia il 2016 conferma il trend positivo: diminuiscono ancora, del 4%, le onp che hanno entrate inferiori all’anno precedente e aumentano del 5% quelle che migliorano le proprie performance». Caute, ma non negative, le stime per il 2017. «La maggior parte delle ONP», ha aggiunto, «stima di confermare i risultati dello scorso anno, un 26% ritiene anche di aver peggiorato le proprie performance. Il restante 17% stima di aver migliorato. Positiva anche la dinamica di diversificazione delle forme di entrata: per l’72% delle onp il 5 per mille pesa per meno del 15% sul totale dei bilanci. Segnale di buona salute e di indipendenza rispetto a una unica fonte di sostegno». Circa un quarto delle onp afferma che gli eventi pubblici e il direct mailing cartaceo sono gli strumenti più utilizzati, ma aumenta anche la raccolta fondi da imprese (le onp che ne fanno uso maggioritario sono aumentate dal 5 al 13%). Crolla invece il face to face dal 13 al 3%.

Dall’indagine IID emerge che per il 30% delle onp la difficoltà maggiore è trovare nuovi donatori, seguita dal problema di attuare sempre strategie innovative (25%) che invoglino a donare e al contempo siano efficaci. La perdita di donatori fedeli rimane comunque un evento raro (6%).

Dati che sono confermati anche dall’indagine GFK Italia svolta su un campione di 12.000 italiani. Secondo l’indagine, realizzata per il Giorno del Dono 2017, aumentano del 3,4% le donazioni di piccolo importo (fino a 30 euro), calano quelle di importo da 31 a 100 euro (-6,1%), crescono quelle più alte (+ 1,1% fra i 101 e i 200 euro; + 1,6% sopra i 200 euro). Gli italiani scelgono sempre più una sola causa a cui destinare le proprie donazioni: sono in calo infatti i donatori multipli e in aumento quelli che si dedicano ad una sola realtà. Le modalità di donazione più usate sono quelle tradizionali: denaro contante, sms e bollettino su conto corrente postale.

L’indagine ha, infine, tracciato un profilo dei donatori italiani: si tratta principalmente di persone di età adulta o matura (dai 45 anni in su) con risorse culturali ed economiche elevate ed accentuata presenza femminile. Tra le professioni si evidenziano i dirigenti e gli impiegati di alto livello. Data l’età, si registrano pensionati, famiglie in un ciclo maturo (con figli grandi) e persone che vivono da sole.

Buon Senso a scuola, un progetto da dieci e lode
Ceta: ecco cosa prevede l'accordo commerciale con il Canada

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Loading Facebook Comments ...