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Biobab: un nido a misura di bambino nel carcere di Bollate

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Il carcere di Bollate, alle porte di Milano, è riconosciuto come centro all’avanguardia per la rieducazione dei detenuti, con percorsi di integrazione e inclusione che stanno avendo un grande successo.

Dopo l’allestimento di un ristorante in cui ad essere i cuochi sono i detenuti, è ora la volta di un asilo nido che si trova nell’Istituto di pena e che è stato, già dal 2015, uno dei primi nidi aziendali per i figli del personale impiegato al suo interno. Successivamente è stato aperto al territorio e infine anche ai bambini di donne detenute. Insieme a palestra e campo sportivo, il progetto è nato nell’ambito del welfare aziendale grazie anche al contributo del Comune di Milano, della Provincia, della Asl di zona e dell’Amministrazione del carcere stesso.

La gestione del nido è stata affidata alla cooperativa sociale Onlus Stripes che ha creato il Biobab, questo il nome dell’asilo, per bambini da 5 mesi a 3 anni, con l’obiettivo di far crescere i piccoli serenamente. Infatti, la struttura è estremamente all’avanguardia sotto vari punti di vista: il cibo proposto sarà biologico, genuino e a chilometro zero mentre un’altra interessante novità è l’orto didattico in cui i bambini possono sperimentare direttamente il legame con la terra e, grazie alla collaborazione dell’Associazione Salto oltre il muro, avere contatto con i cavalli del maneggio aperto nel carcere.

Attualmente Biobab ospita un totale di 24 piccoli ed è a regime completo; 14 di loro provengono da famiglie del territorio, 8 sono figli di dipendenti e 2 sono figli di madri detenute.

Il direttore del carcere di Bollate Massimo Parisi ha dichiarato durante un open day con stampa e associazioni varie: «La nostra è un’esperienza sperimentale unica, soprattutto per la forma che ha assunto. Si tratta di un passaggio significativo e rappresenta di per sé una novità, anche in termini di abbattimento dei pregiudizi rispetto al carcere e in termini di cultura dell’esecuzione penale».

Tutte le mattine 24 bambini  entrano da porte diverse e si ritrovano in aule spaziose e luminose, studiando e giocando insieme. Piangono e ridono come tutti i bimbi del mondo e crescono in armonia senza barriere culturali o pregiudizi sociali. Un’altra scommessa vinta da un carcere innovativo e sempre all’avanguardia.

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