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Migrazioni animali: come vengono seguite e perché

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L’uomo ha sempre tentato di seguire le tracce degli animali e soprattutto dei loro spostamenti nelle migrazioni. Ma se un tempo per farlo occorreva seguire fisicamente le loro orme, oggi grazie al progresso della tecnologia con satelliti, droni, cellulari e accelerometri è possibile, per gli studiosi, approfondire il comportamento degli animali e i loro spostamenti.

Se ne è accorto Citylab, un istituto tedesco di ornitologia che ha seguito con il gps le rotte delle cicogne.

E non è stata una scoperta banale capire che le cicogne “tedesche” hanno evitato il percorso tradizionale, che le portava ad attraversare il deserto del Sahara, un viaggio lungo e molto faticoso. Esse si sono invece fermate in grandi città come Madrid in Spagna o Rabat in Marocco, attirate, all’apparenza, dal cibo tra i rifiuti e in particolare quello che rimane nelle discariche.

In più si è scoperto che le cicogne provenienti da Grecia, Polonia e Russia continuavano a percorrere il tragitto sul Sahara, mentre quelle provenenti da Germania, Spagna e Tunisia preferivano accorciare notevolmente il viaggio, anche perché molto più abituate al contatto umano. Ovviamente il viaggio tradizionale comporta il fatto che diversi esemplari muoiano e non è difficile comprendere il cambiamento di abitudini per trovare cibo più facilmente e in modo meno pericoloso.

Ma se da un lato le città possono modificare le rotte migratorie degli animali e migliorarle, dall’altro diventano sempre più delle vere e proprie barriere e l’invadenza degli umani ha avuto effetti decisamente deleteri. Per esempio in Kenya alcune strade hanno tagliato i percorsi dei leoni che, non potendosi più spostare, si sono isolati mettendo a rischio l’esistenza della specie. Un rischio simile a quanto già accaduto in California (Usa) per i puma.

Ci sono fondazioni come “Save the Elephants” in Kenia che fanno pressioni presso i governi proprio con i dati raccolti tramite gps, in modo da cercare di interrompere uno sviluppo incontrollato delle città, nella speranza di far collimare le esigenze dell’uomo con quelle degli animali.

 

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