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È davvero allarme uova al Fipronil?

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È di alcuni giorni fa la notizia che potrebbero esserci uova – all’inizio si diceva provenienti dall’Olanda – contaminate da un insetticida, il Fipronil.  La provenienza delle uova si è successivamente allargata e ha coinvolto diversi Paesi europei, Italia compresa.

Il prodotto viene utilizzato nella pratica veterinaria come insetticida di seconda generazione contro pulci, acari, pidocchi, zecche e parassiti in generale e la sostanza era stata definita dall’Oms, nelle linee guida ai pesticidi del 2000-2002 «moderatamente tossica per l’uomo».

Già nel 2013 però la Commissione europea aveva imposto restrizioni al suo uso per contrastare la moria di insetti impollinatori e delle api. In particolare è stato proibito l’utilizzo della sostanza per la concia delle sementi tranne che su semi piantati in serre e su semi di porro, cipolle, scalogno e altre verdure della famiglia delle crocifere seminate nei campi e raccolte prima della fioritura, come cavolfiore, cavolo, rucola e tante altre.

L’esposizione all’insetticida in questione può causare nausea, vomito, dolori addominali e crisi epilettiche ma va detto subito che questi sintomi possono apparire solo nel caso di esposizione/ingestione di alte dosi. E per alte dosi si intende che l’uomo dovrebbe assumere da 7 a 10 uova al giorno e per un tempo protratto; il che esporrebbe anche, probabilmente, a una ribellione di fegato con accumulo di colesterolo.

Avevamo già parlato in questo articolo delle uova, spiegando la loro classificazione. Chi avesse guardato il video indicato, avrebbe visto quante uova  possano essere infestate da parassiti diversi; non meraviglia quindi che, per esempio, esse vengano lavate con insetticida. Ricordando che  il guscio dell’uovo è poroso – infatti non va mai tenuto nel frigorifero, pena contaminazione da altri alimenti – potrebbe quindi aver assorbito parti di Fipronil.

In pratica, l’allarme c’è ma i controlli vengono fatti in modo accurato negli allevamenti europei e anche italiani dalle forze dei NAS, quindi da parte nostra è impossibile ma soprattutto sciocco boicottare l’acquisto di uova.

Come spesso accade, basta utilizzarle in modo adeguato e cum grano salis.

 

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2 Comments
  1. dino says

    Le soluzioni ci sono e sono italiane, e sono le istituzioni per prime che dovrebbero difenderci dalle frodi e dalle adulterazioni invece ci obbligano a dover leggere codici stampigliati sulle uova che pochissimi di noi sanno leggere. L’etichetta digitale ed intelligente oltre che non contraffattibile esiste, eccola qui https://www.my-validactor.com/blog/files/81e6c6aaa71faa6c3fa2de468d4603c6-89.html e ci potrebbe anche informare su eventuali richiami commerciali. Basterebbe utilizzarla, invece siamo sempre qui a leggere di frode in frode

  2. Camilla says

    bella quest’etichetta. Come si fa per avere prodotti verificabili così? Noi produciamo pasta, come possiamo contattarvi?

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