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Scrivere a mano: siamo veramente disposti a rinunciarci?

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Scrivere prima dell’avvento del computer. Molte grandi e importanti opere letterarie – pensate alla Divina Commedia – sono state scritte a mano. Proust, con “Alla ricerca del tempo perduto” ha vergato circa 9.609.000 caratteri, scritti in 3724 pagine e potremmo continuare con esempi del genere all’infinito.

Non siamo tutti scrittori e quest’arte o azione non è appannaggio esclusivo di pochi mestieri, tanto più che ormai l’era moderna ci ha messo di fronte ad ogni tipo di comodità per farlo in maniera più veloce, attraverso computer, tablet e quant’altro. Ma se la scrittura, quella per la quale occorre che il polso lavori, e tanto, dovesse scomparire?

Le ultime ricerche ci dicono in maniera sempre più palese che a impugnare la penna ormai sono solo in pochi e quando lo fanno magari è solo per appuntare un indirizzo o un numero telefonico. Il risultato è che si fa più fatica  a scrivere – non è solo un discorso di mera brutta calligrafia – e in base a quanto riferisce una recente pubblicazione sulla rivista scientifica Psychology Today aver perso il contatto con la penna è stato un errore.

Tanto per cominciare c’è un discorso importante da non sottovalutare che riguarda la comprensione: in base allo studio pubblicato – ma d’altronde sono in tanti gli studiosi a pensarla così – l’utilizzo della penna o della matita permette di capire meglio quanto si sta scrivendo, accelerando l’apprendimento. Qualcuno di voi avrà pur avuto una maestra che declamava che “scrivendo si apprende”.

È ad esempio il caso in cui prendiamo appunti: la nostra mente elabora il concetto e lo ripete secondo ritmi più adeguati per le nostre funzioni cerebrali. Va tenuto in conto anche che riassumere il discorso di un professore, a scuola, all’università, durante una conferenza, consente al cervello un ragionamento più ampio, scegliendo i concetti più importanti, riducendoli a sentesi e procedendo successivamente a un riassunto che risulti più chiaro. Il computer in questo senso può essere un ostacolo, con il rischio di scrivere qualcosa di incomprensibile.

Altro aspetto messo in risalto dallo studio pubblicato su Psycologhy Today si riferisce a una triade di azioni impossibile con il pc: sensazioni, controllo del movimento e pensiero. Non che questi tre processi non siano possibili battendo su una tastiera ma i benefici sono nettamente minori. In prima istanza, chi scrive a mano lo deve fare in maniera leggibile e per questo dovrà esercitare un controllo sul polso, sulle dita, sulla mano. Sembra qualcosa di banale ma sarebbe sensato un esperimento: chi non scrive da anni a mano provi pure a riempire una pagina formato A4 di caratteri e poi riferisca il risultato.  Si noteranno incongruenze, lentezza, si farà fatica (all’inizio) e questo accade perché per troppo tempo una serie di aree celebrali sono rimaste spente. La soluzione esiste: non abbandonare il computer ma ricominciare ad usare anche la penna.

Un’ennesima ricerca condotta dall’Università di Washington ha inoltre dimostrato che gli studenti che prediligono la penna, scrivono in maniera più organica, comprensibile e il fraseggio è più completo e non carente di informazioni importanti. Sembrerebbe quasi un paradosso: servirsi del pc dimezza i tempi eppure non sempre il nostro cervello riesce a seguire la velocità con la quale certi concetti vengono enunciati.

Non possiamo non parlare dei “tempi della scrittura“. Esattamente come ci sono cose che è preferibile scrivere al computer o addirittura impossibile riversare su carta, ce ne sono altre per le quali è assolutamente illogico ricorrere alla tecnologia. Si pensi ad esempio al grande potere terapeutico della scrittura, chessò, nel caso di un diario. I nostri pensieri – che siano velocissimi o lenti  – hanno bisogno di aria e spazio, la penna è di per sé calmante, induce a fermarsi, è auspicio di riflessione, meditazione, rimando. Un taccuino può essere messo in borsa o nella tasca dei jeans.

Scrivere a mano consente di fare elenchi, più difficili al computer ed è un’azione calmante. Il pc può rompersi e bloccarsi, la penna può essere facilmente sostituita. La scrittura a mano è una concreta forma di pensiero, ed è bella. Siamo veramente disposti a rinunciarci?

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