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Incendi: Vesuvio e Sicilia bruciano, questa la situazione

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Non si poteva fare altro che ricorrere all’aiuto dell’esercito per provare ad arrestare gli incendi che ormai da giorni stanno divorando ettari di vegetazione sulle bellissime pendici del Vesuvio, nel napoletano, con 4 pattuglie impegnate tra San Sebastiano al Vesuvio ed Ercolano. Si tratta di un’operazione molto delicata, in sinergia con la Protezione Civile e i Vigili del fuoco, soprattutto qualora dovesse essere necessaria un’evacuazione di massa.

Sono stati impiegati elicotteri e mezzi che continuano a cercare di domare le fiamme, ma il vento è un ostacolo per le operazioni perché diffonde le fiamme con una certa rapidità.

Sono tre le zone maggiormente colpite dalla devastazione: Ercolano, Torre del Greco-Boscoreale e Terzigno e i danni interessano l’area del Parco del Vesuvio ma anche le riserve naturali degli Astroni e Positano, uno dei gioielli della bellissima Costiera Amalfitana. Ormai sono pochi i dubbi sulla natura dolosa dell’incendio e le procure di Torre Annunziata, Nola e Napoli stanno indagando.

Anche la Sicilia continua ad essere divorata dalle fiamme, i roghi si moltiplicano con le squadre antincendio impegnate con elicotteri nelle frazioni di Catania e Messina soprattutto, mentre molti focolai vengono segnalati nella zona del siracusano. Anche qui la Protezione civile è in continua allerta, dopo l’evacuazione forzata dei turisti costretti a lasciare, sabato scorso, il resort di Calampisio, vicino Trapani, a causa dell’incendio che minacciava la struttura.

A Monreale, nel palermitano, la popolazione ha dovuto fare i conti con le fiamme e purtroppo nelle prossime ore, come nei prossimi giorni, non è possibile escludere ulteriori focolai. Si tratta di una situazione complessa che fino a questo momento le forze messe in campo stanno gestendo al meglio delle possibilità ma certamente il clima rovente e i venti caldi non aiutano.

Una piaga, quella degli incendi, che quest’anno sta toccando livelli preoccupanti. Roghi difficili da domare e che hanno causato danni ambientali enormi si sono infatti verificati anche in Sardegna, in Calabria, nel pescarese, in Puglia e in Basilicata. Il Dipartimento della Protezione civile informa che finora le richieste pervenute sono state 764, un picco che non si toccava da 10 anni.

 

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