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Pet therapy per detenute psichiatriche a San Vittore

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Al mondo ci sono persone molto sole e malate e ci sono animali altrettanto soli e abbandonati, soprattutto cani e gatti. Che vengono relegati in canili e che nessuno desidera, esattamente come nessuno se la sente di avere cura di persone mentalmente malate e probabilmente pericolose.

E’ successo quindi che tre cani, Moka, Toffy e Rosso Bau sono stati recuperati da canili o situazioni difficili e sono diventati protagonisti di un eccezionale progetto di pet therapy insieme a “colleghi” meravigliosi: Trilly (pony), Spike (coniglio) e Camomilla (cavia). Il progetto è in favore delle detenute del reparto psichiatrico del carcere milanese di San Vittore ed è stata l’associazione Maith a proporlo, associazione che vanta lunga esperienza in “Interventi Assistiti con gli Animali in vari ambiti socio-sanitari ed educativi”.

In pratica, attraverso questi animali, è possibile imparare a stare in gruppo, scoprire se stessi e misurare la propria distanza tra sé e tutti gli altri intorno.

A San Vittore gli incontri con le detenute sono settimanali e afferma la dottoressa Cristiana Redaelli, psichiatra in servizio nel carcere: «Sono rimaste nel gruppo, insieme, anche quelle detenute che spesso in sezione si mostravano altamente conflittuali tra loro. L’animale e l’operatore dedicato hanno permesso una sorta di catarsi emozionale che ha consentito di “depurare” il campo d’azione da qualsiasi negatività, facendo incentrare e concentrare le partecipanti sul lavoro individuale e di gruppo con il “pet”».

Pertanto l’aiuto che offre Maith attraverso i quattrozampe è proprio quella terapia che venne riconosciuta dal Ministero della Salute nel 2003 e ormai piuttosto diffusa.

Naturalmente l’associazione è sempre in cerca di aiuto perché vuole espandersi. Basterà visitare il sito e scoprire che cosa possiamo fare, in modo consapevole e volto al reintegro di persone che ne hanno bisogno.

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