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Germania: via libera ai matrimoni gay

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30 giugno 2017. Una giornata storica per gli omosessuali tedeschi che da questo momento in poi potranno vedere riconosciuti i loro matrimoni al pari delle coppie etero. Il Bundestag tedesco ha approvato, infatti, a maggioranza, il matrimonio anche per i gay. Hanno votato sì 393 deputati, hanno scelto per il no in 226 e 4 si sono astenuti.

A votare contro anche la cancelliera Angela Merkel secondo la quale “per me il matrimonio è fondamentalmente un’unione fra uomo e donna, e per questo ho votato contro”. Eppure nei giorni scorsi proprio la Merkel aveva aperto a sorpresa al voto di coscienza che ha portato a questo grande passo avanti in tema di diritti della comunità Lgbt. “E’ stato un dibattito lungo intenso ed emotivo, e spero ci sia rispetto per entrambe le parti”, ha aggiunto la Merkel.

In Germania esistono dal 2001 le “eingetragenen Partnerschaften”, le unioni civili, con diritti equivalenti a quelli del matrimonio, salvo per alcuni vantaggi fiscali e per le adozioni. Ma Merkel si era sempre espressa contro un’equiparazione con il matrimonio tra uomo e donna. D’ora in poi dunque le cose cambieranno dal momento che il testo stabilisce che “il matrimonio è stipulato a vita tra due persone di diverso o dello stesso sesso”.

La nuova legge, che deve ancora essere approvata dalla camera alta del parlamento (Bundesrat), probabilmente entro la fine dell’anno, concederà dunque concreti diritti anche in materia di adozioni.

La decisione del Bundestag arriva a pochi mesi da un’altra giornata storica per gli omosessuali tedeschi che ha chiuso uno  dei capitoli più vergognosi della recente storia tedesca, quella del “paragrafo 175“. Si tratta di una legge che risaliva all’Ottocento e che prevedeva sanzioni penali per i gay. La legge è stata abolita solo nel 1994 ma è di marzo di quest’anno l’approvazione di una legge che garantisce un risarcimento a tutte le vittime del “paragrafo 175”, ovviamente quelle ancora in vita che si stima possano essere circa 5mila.

Per ogni vittima è previsto un risarcimento di tremila euro, più 1.500 euro per ogni anno passato in carcere. Il governo stanzierà anche 500mila euro all’anno per la fondazione Magnus Hirschfeld, impegnata a ricostruire la storia degli omosessuali.

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