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Grande barriera corallina anche risorsa economica, supera gas e petrolio

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La Grande barriera corallina, luogo incantevole e patrimonio dell’umanità, ha un valore e un’importanza non solo in fatto di ambiente, ecosistema marino e biodiversità – per quanto messa a dura prova dal fenomeno dello sbiancamento che si sta verificando nelle acque australiane (leggi l’articolo) – ma è una vera e propria risorsa economica, capace di garantire più posti di lavoro ai cittadini rispetto, ad esempio, alle grandi compagnie petrolifere. Così è scritto nel rapporto che il 26 giugno la società di consulenza Deloitte ha diffuso. Si tratta di un documento interessante, perché per la prima volta in un’analisi in cui il tema centrale è la biodiversità, vengono valutati anche i parametri economici di un bene comune.

Ne deriva che tutte quelle operazioni necessarie alla tutela e alla salvaguardia della Grande barriera corallina siano fondamentali non solo per quanto riguarda la preservazione dell’ecosistema marino, ma anche perché si tratta di mantenere un certo valore occupazionale e finanziario. Nel rapporto leggiamo infatti che i posti di lavoro che questo grande patrimonio ambientale garantisce sono all’incirca 64.000 e il valore complessivo del monumento ambientale è pari a 37,8 miliardi di euro. Sono numeri e cifre che superano di gran lunga ciò che i colossi del settore minerario e delle compagnie petrolifere o del gas offrono. I primi vanno poco oltre i 14 miliardi l’anno, le compagnie petrolifere e del gas possono dare occupazione a 19.000 australiani.

Doveroso spiegare in che modo siano stati ricavati tali dati: in prima istanza sono stati analizzati i numeri che provengono dal turismo, sempre molto positivi, poi quelli che riguardano la ricerca scientifica e infine quella ittica. Sommati, il risultato ci dice che i 348 chilometri quadrati della Grande barriera corallina sono una risorsa economica di immenso valore.

Dati i fatti, il rapporto parla di una realtà “troppo grande per fallire” rispetto, ad esempio, a ciò che il governo australiano sta facendo per evitare che gli istituti di credito e finanziari falliscano e riportando quindi il discorso su un argomento più tangibile, su una realtà già esistente, che da sola genera benessere da ogni punto di vista.

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