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WithRefugees: dalla parte degli immigrati, non soltanto oggi

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«Mai come in questo momento è necessario stare dalla parte dei rifugiati, ecco il senso di WithRefugees, persone che non hanno scelto di lasciare il proprio Paese e che affrontano una pesantissima sfida, quella di ricominciare da zero in un ambiente nuovo, spesso diffidente e, nel peggiore dei casi, ostile. Quest’anno vogliamo che la gente incontri e conosca i loro nuovi vicini di casa, ne scopra i talenti e la generosità. Chi sta dalla parte dei rifugiati ha deciso di aiutarci a mostrare queste qualità dando loro voce, incontrandoli in un centro d’accoglienza, cucinando insieme, condividendo un campo di calcio o un palco per suonare, siete tutti invitati». Queste le parole di Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per il Sud Europa, parole che riassumono molto bene il senso di questa Giornata, la necessità di unire voci sparse in un coro, ricordare che l’integrazione è un valore che porta con sé infiniti altri valori come la conoscenza, lo scambio culturale, la convivenza pacifica che abbatte barriere e pregiudizi.

Tanto più in un clima politico europeo come quello di oggi, in cui i nazionalismi prosperano e favoriscono la chiusura, non solo delle frontiere ma anche degli intelletti e delle anime. E il germe dell’ignoranza rischia di diffondersi come una malattia.

Possiamo fare qualcosa, come unirci alla campagna WithRefugees dell’Agenzia ONU per i Rifugiati (qui il sito) prendendo parte ai numerosi eventi che oggi si stanno organizzando in tutta Italia.

Esserci, partecipare, è sicuramente la prima condizione per fare qualcosa di concreto, per noi e per la moltitudine di sofferenti costretti ad abbandonare la propria vita per colpa di guerre, catastrofi e violenze. Ascoltare è il secondo passo, valore supremo e forse un po’ smagrito oggi, preferito dal rumore generato dalle voci di chi, non avendo nulla da dire, si esprime in una cacofonia di suoni che niente comunica, che tutto confonde. È invece a partire dall’ascolto, il più possibile empatico e partecipato, che torniamo probabilmente al senso vero di questa Giornata, ricordando che ogni essere umano ha la propria storia da raccontare, un insieme di testimonianze rispetto alle quali non possiamo turarci le orecchie perché domani queste stesse storie faranno parte di una storia più grande e noi saremo ricordati come complici di un disastro oppure persone che hanno fatto la propria parte per evitarlo.

WithRefugees ci piace perché con il tempo è diventata una campagna social, capace quindi di parlare soprattutto alle nuove generazioni scegliendo un registro di comunicazione nuovo, semplice, diretto. Con il tempo ha assunto anche i connotati di una petizione, dando modo a tutti di partecipare attivamente stando dalla parte dei più deboli.

Come dicevamo, l’UNHCR ha organizzato moltissimi eventi nelle città italiane, basterà consultare il sito della campagna per scoprire quello più vicino alla propria residenza. In maniera particolare, però, ci teniamo a segnalare l’installazione presso il Museo MAXXI di Roma previsto per la Giornata di oggi e una mostra fotografica organizzata negli spazi della Galleria Alberto Sordi, sempre a Roma. L’installazione al MAXXI ha per titolo S.O.S. – Save Our Souls di Achilleas Souras e si tratta di un progetto per recuperare i giubbotti di salvataggio con i quali rifugiati e migranti sono approdati sulle nostre coste. La mostra fotografica si chiama invece semplicemente WithRefugees e saranno esposte 8 foto di grandi dimensioni scattate da Francesco Malavolta, Alessandro Penso e Alessio Romenzi.

 

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