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Gli eremi abruzzesi si sposano con l’arte contemporanea

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Si chiama EremiArte ed è un’iniziativa che unisce la bellezza e la misticità degli eremi abruzzesi con la creatività e l’arte contemporanea. Il progetto nasce da un’idea di Marco Brandizzi, direttore dell’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila, è curato dai docenti Maurizio Coccia, Enzo de Leonibus e Silvano Manganaro ed è realizzato dalla stessa Accademia delle Belle Arti.

La sfida lanciata dall’Accademia a dieci artisti di levatura internazionale è quella di confrontarsi con un soggetto “vivo” con l’obiettivo di creare un’opera artistica che si fonda con l’eremo e non che si limiti a fare da sfondo.

A raccogliere la sfida su invito dell’Accademia sono gli artisti: Mario Airò, Vaughn Bell, Bianco Valente, Gianni Caravaggio, Alice Cattaneo, France Jobin, Moira Ricci, Capucine Vever, Lino Capra Vaccina e Guido Van Der Werve che stanno già creando opere in altrettanti eremi: San Martino in Valle a Fara San Martino (Chieti), San Bartolomeo in legio a Roccamorice (Pescara), Grotta Sant’Angelo a Palombaro (Chieti), S. Giovanni all’Orfento a Caramanico Terme (Pescara), Madonna del Cauto a Morino (L’Aquila), Madonna dell’altare a Palena (Chieti), San Giovanni a Bisegna (L’Aquila), Grotta di San Domenico a Villalago (L’Aquila), Abbazia di Santo Spirito al Morrone a Sulmona (L’Aquila).

L’inaugurazione del progetto è in programma il 15 luglio nell’Abbazia di Santo Spirito al Morrone (L’Aquila), grazie alla disponibilità del Polo Museale d’Abruzzo e della direttrice Lucia Arbace.

Lo scopo dell’iniziativa è sia quella di valorizzare questi suggestivi luoghi abruzzesi che donare al visitatore una nuova chiave di lettura dell’ambiente grazie alle installazioni artistiche contemporanee.

«Possono essere rovine, abbazie, caverne», spiegano i promotori del progetto, «grotte inaccessibili o edifici di pregio architettonico. Ogni eremo è differente. Come il percorso per arrivare. Alcuni di loro sono remoti. Altri immediatamente a portata di mano. Ciò che li accomuna è la straordinaria potenza evocativa del contesto. Dove confluiscono memorie storiche e devozioni radicate. Ma anche gli aspetti naturalistici sono importanti. L’idea generale è quella di formare un percorso escursionistico degli eremi. Ogni tappa quindi è un’occasione di riflessione ecologica, storica, spirituale. E l’imponenza delle cime appenniniche conferisce solennità a tutto l’insieme».

Quella che prenderà il via a partire da luglio sarà la seconda edizione di “Eremi – Percorsi tra arte, natura e spiritualità” – iniziativa sostenuta da Regione Abruzzo, ministero per l’Istruzione, Parco Nazionale della Majella, Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga e Fondazione Carispaq – che quest’anno presenterà due novità: un’esposizione permanente su Joseph Beuys in Abruzzo e oltre, nel Complesso di Santo Spirito a Roccamorice, e una giornata di studi sul tema dell’eremitaggio.

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