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Rigopiano: il progetto di solidarietà sociale comincia dai detenuti

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Dopo la tragedia di Rigopiano, in Abruzzo (avvenuta il 18 gennaio quando una valanga spazzò via un hotel provocando la morte di 39 persone), si riparte da un progetto solidale per poter riaprire uno dei sentieri più importanti del parco del Gran Sasso e dei monti della Laga, dando seguito a un protocollo d’intesa sottoscritto dal ministero della Giustizia, il provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria per il Lazio, l’Abruzzo e il Molise e l’Ente parco e Comune. Destinatari di questo progetto saranno 8 detenuti del carcere di Pescara che, impegnati prima in un corso formativo, cominceranno da oggi fino al 30 luglio a lavorare sul recupero delle risorse naturalistiche. Sarà così per ogni giorno, dal lunedì al venerdì a settimane alterne, quando gli uomini verranno condotti dalla polizia penitenziaria sul luogo e l’Ente parco metterà a disposizione gli strumenti necessari per dare l’opportunità ai detenuti di svolgere un’occupazione socialmente utile.

Al Comune di Farindola il compito di provvedere a un pasto giornaliero per i lavoratori che saranno nell’area dell’ex Hotel Rigopiano, preparato dall’associazione nazionale Alpini, gruppo locale. Sarà poi l’Ente parco a dare le indicazioni necessarie sugli interventi da eseguire, verificando di volta in volta la buona riuscita del progetto che il sottosegretario di Stato al ministero della Giustizia, Federica Chiavaroli, vede come «un’iniziativa complessa che è riuscita a mettere insieme tante istituzioni solide a livello amministrativo e burocratico, dall’ente parco, all’amministrazione penitenziaria. Una seconda opportunità per tutti, per Farindola, per i suoi sentieri, per i detenuti, addirittura per il legno che sarà rigenerato e utilizzato per le staccionate».

Proprio in riferimento a quest’ultimo, è stato coinvolto nel progetto anche Area Legno, un’impresa della provincia di Pescara che si è detta subito disponibile in quanto «si tratta di una prassi giusta da sostenere e che ha un oggettivo valore positivo per questi luoghi e per i detenuti».

Soddisfazione espressa anche da parte del direttore della Casa Circondariale di Pescara, Franco Pettinelli, che ha dichiarato: «Credo che questi progetti siano tra i più significativi dal punto di vista della rieducazione e che davvero possano contribuire a far crescere nei detenuti una coscienza civica e solidaristica che potrà guidarli una volta tornati in società».

 

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