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Giovani e alcol: inasprire le norme è controproducente

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Giovani e alcol: nel tempo le due parole sono diventate una sorta di assioma, un po’ come se essere dei ragazzi implicasse necessariamente un consumo massivo di bevande alcoliche. In realtà le generalizzazioni sono sempre sbagliate ma non è nel merito di uso e abuso che vogliamo entrare. Piuttosto, invece, troviamo interessante riportare i risultati di una ricerca “Giovani, Alcol e Divieti – Opinioni e atteggiamenti dei giovani italiani sulle norme in materia di alcol” presentata all’Università Bicocca di Milano.

Il senso della ricerca su giovani e alcol era quello di capire quanto questi fossero informati sulle leggi che regolano il consumo di bevande alcoliche: ebbene, la maggioranza dei ragazzi (circa l’87%) risulta ben informata. Conosce molto bene, ad esempio, il limite di assunzione rispetto alla guida. Come è del resto a conoscenza del divieto di acquisto di alcol per i minorenni, solo per citare due esempi.

Ragion per cui, la ricerca si è spinta oltre ed è quindi stato chiesto un parere sulla situazione italiana, facendo particolare riferimento a un eventuale inasprimento delle norme circa l’assunzione di alcol. Sono stati oggetto di discussione l’età minima per iniziarne il consumo, i possibili luoghi e le fasce orarie, l’aumento dei prezzi. I risultati della ricerca hanno restituito materiale di riflessione molto interessante: le norme restrittive, non solo secondo i giovani, ma anche in base ai pareri di genitori, educatori, operatori che lavorano nel sociale, sarebbero dannose perché sortirebbero il contrario dell’effetto sperato.

Esiste una generale sfiducia da parte dei giovani nei confronti delle istituzioni e applicare ulteriori norme non farebbe che accrescere questa celata o meno ostilità. Pertanto, in maniera piuttosto matura e condivisibile, i ragazzi optano invece per un approccio diverso basato sugli interventi diretti, sull’informazione, la sensibilizzazione e la prevenzione.

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