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Terremoto: a Norcia arriva la tecnologia 3D per il rilievo dei danni

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Una delle operazioni più complesse relative al dopo terremoto, riguarda certamente la questione del rilievo dei danni causati dal sisma. Per fortuna però le nuove tecnologie migliorano a ritmi velocissimi ed è proprio grazie a uno sviluppo così rapido che Norcia – duramente colpita dal terremoto dello scorso ottobre – oggi si sta avvalendo di una tecnica modernissima che ha permesso, attraverso ripetute fotografie scattate da un apparecchio sofisticatissimo, di ottenere una mappatura in 3D di 100 ettari del territorio cittadino.

I rilievi fotografici sono stati effettuati da una società austriaca, Terra Messflug in collaborazione con Engie. Si è potuto così constatare lo stato degli edifici e i volumi delle macerie, ottenendo preziose e dettagliate informazioni per la messa in sicurezza e la pianificazione degli interventi da svolgere.

Nello specifico, si tratta della zona che comprende la magnifica basilica di San Benedetto, la chiesa di Santa Maria Argentea, fino a raggiungere i piani di Castelluccio. Attraverso un aereo, la zona è stata monitorata più volte, fino ad ottenere risultati eccellenti e quindi ad altissima risoluzione. Da queste è poi scaturita la possibilità di osservare bene ogni sezione del terreno in almeno due immagini e prospettive diverse. Una tecnica che permette di stabilire con precisione lo stato non solo dei terreni ma anche dei tetti e delle facciate degli edifici.

Spiega il sindaco di Norcia Nicola Alemanno: «Il rilievo aereo con tecnologia obliqua rappresenta un avanzamento enorme rispetto alle modalità standard di rilevazione dei danni, attualmente basate su sopralluoghi da parte di tecnici che redigono note descrittive, allegando tradizionali foto bidimensionali». Inoltre, aggiunge: «Le nuove opportunità che la tecnologia ci offre ora potranno esaltare e valorizzare lo sforzo corale di tanti soggetti, riportando le condizioni di queste terre sfortunate a uno stato di ritrovata normalità, velocizzando le procedure e consentendo economie sugli ingenti costi di ricostruzione che dovremo affrontare».

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