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Lotta ai tumori: anche 8 ricercatori italiani tra i migliori al mondo

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L’oncologia mondiale parla anche italiano. Sono 8 i medici del nostro Paese che saranno premiati nei prossimi giorni a Chicago insieme a un centinaio di colleghi provenienti da tutto il mondo nell’ambito del Conquer Cancer Foundation Merit Award. Parliamo di un riconoscimento molto ambizioso che verrà assegnato nel corso del convegno dell’American Society of Clinical Oncology.

Tra i 123 scienziati che quest’anno si sono distinti in particolar modo per le proprie ricerche, incontriamo dunque anche 8 italiani, 6 donne e due uomini, di cui però solo un paio lavorano nel Paese d’origine, mentre gli altri hanno trovato la propria strada professionale altrove.

A ritirare il premio sarà innanzitutto Emanuela Palmerini dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, non nuova a questo tipo di soddisfazione dal momento che sarà insignita del riconoscimento per la seconda volta consecutiva per via dei suoi studi sui tumori rari dell’osso che però ogni anno colpiscono in Italia oltre 3000 persone.

Il secondo giovanissimo medico italiano a ricevere il premio sarà poi uno specializzando in oncologia di appena 29 anni. Si tratta di Daniele Rossini dell’azienda ospedaliera di Pisa che sarà premiato per uno studio che dimostra l’efficacia di una nuova strategia terapeutica per il trattamento del cancro al colon-retto in seconda linea, con un beneficio in termini di allungamento dell’aspettativa di vita dei pazienti.

L’immunoterapia per i pazienti con tumore del polmone metastatico è invece il campo di ricerca di Giulia Leonardi, 32 anni: il suo studio è stato svolto al Dana-Farber Cancer Institute, uno dei poli di ricerca più importati al mondo. Leonardi è infatti alla Harvard University di Boston nell’ambito della specializzazione che sta svolgendo all’Università di Perugia.

Si occupa di creare modelli di organi 3D per testare farmaci, invece, Loredana Puca, 32 anni. In particolare, la sua ricerca condotta alla Cornell University di New York si sta concentrando su una cosiddetta “smart bomb”, un farmaco che colpisce in maniera selettiva solo le cellule che esprimono una specifica proteina, caratteristica del tumore neuroendocrino della prostata.

Di tumore alla prostata si occupa anche Vincenza Conteduca, 36 anni, impegnata all’Istituto Tumori della Romagna IRST IRCCS di Meldola (Forlì). La sua ricerca è stata condotta a Londra e proseguirà alla Cornell University.

Ad indagare sul melanoma avanzato, attraverso lo studio di mutazioni e terapie mirate, è Sara Valpione, 34 anni, che lavora a Manchester (Regno Unito), in uno dei più importanti poli di ricerca europei per questa neoplasia.

A ricevere il riconoscimento dell’Asco anche Matteo Lambertini che all’Institut Jules Bordet di Bruxelles si occupa di qualità di vita e in particolare di quella delle giovani donne che, dopo un tumore al seno, vogliono avere una gravidanza.

Infine c’è Lisa Derosa che a Parigi è coinvolta in uno dei campi di ricerca considerati più di frontiera: quello che guarda il microbiota intestinale (ovvero la flora batterica) e a come questo possa influenzare anche la risposta all’immunoterapia dei tumori.

Otto giovani promesse della medicina, dunque, che hanno dichiarato lotta ai tumori così come gli altri 123 giovani oncologi che saranno premiati. «Se vogliamo continuare a fare grandi passi avanti nella lotta al cancro», afferma David Smith, presidente dell’ASCO Scientific Program Committee, «abbiamo bisogno di giovani oncologi che si facciano continuamente domande e sviluppino ricerche innovative e provocatorie. I vincitori degli ASCO Merit Awards 2017 contribuiranno ad aumentare la nostra conoscenza del cancro e la qualità delle cure per le persone che vivono con una diagnosi di tumore».

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