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I Mille di Garibaldi partono alla conquista del Sud Italia

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5 maggio 1860 – A Quarto, vicino Genova, prendono il largo due navi a vapore: il “Piemonte” e il “Lombardo” con a bordo mille volontari in camicia rossa comandati da Giuseppe Garibaldi.

L’obiettivo è quello di liberare l’attuale Italia Meridionale dal giogo della dinastia dei Borboni e dare una spinta decisiva alla formazione del Regno d’Italia.

I Mille – reclutati tra intellettuali borghesi, artigiani e operai provenienti da ogni dove – sconfiggono effettivamente le truppe borboniche e occupano Palermo, nelle giornate che vanno dal 27 al 29 maggio 1860. Da lontano, Camillo Benso conte di Cavour lavora politicamente per placare i dissensi della diplomazia europea e, frattanto, invia con lungimiranza forze fresche in Sicilia. Da quel momento in poi, Garibaldi e il suo esercito seguono un percorso piuttosto agevole, sebbene le cronache del tempo raccontino di numerose proteste contadine che, a causa della miseria in cui versano, –  non dimentichiamo infatti che nel Sud Italia c’è un’economia arretrata e persistono i latifondisti – si oppongono a Garibaldi perché più che di libertà hanno bisogno di pane.

I Mille risultano comunque vittoriosi nelle successive battaglie finché, dopo l’ultima, quella sul Volturno, il 26 ottobre Garibaldi incontra il re Vittorio Emanuele II a Teano, dove gli consegna simbolicamente l’Italia Meridionale.

 

 

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