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Pescara: debutta a teatro “Snaturate – storie di donne in manicomio”

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Menopausa, depressione post partum o semplice esuberanza. Un tempo finire in manicomio per una donna era davvero semplice. Viene da pensare che oggi nessuna di noi sarebbe esclusa da quel luogo di reclusione che, non solo toglieva la libertà a chi vi veniva rinchiuso, ma che azzerava qualsiasi contatto con l’esterno, qualsiasi sentimento, che rendeva “Snaturate”. Ed è questo il tema e il titolo scelto per lo spettacolo di teatro musicale che andrà in scena a Pescara venerdì 21 aprile alle 21 al Teatro Massimo.

L’appuntamento “Snaturate – storie di donne in manicomio” rappresenta l’ultimo atto della terza rassegna di Musica & Società e il testo è stato scritto dalle giornaliste Alessandra Portinari e Rosa Anna Buonomo, che hanno svolto anche un lavoro di ricerca sul tema dei manicomi. La regia è curata dalla stessa Portinari, dal direttore d’orchestra Antonella De Angelis e dalle attrici Susanna Costaglione e Tiziana Di Tonno. La terza donna a salire sul palco è l’attrice emergente è Valentina Papagna, mentre quarta protagonista dello spettacolo è l’Orchestra Femminile del Mediterraneo che rappresenta l’ambiente, il manicomio in stato di degrado e abbandono chiuso dopo la legge Basaglia, un posto però in cui le anime delle donne continuano a vagare senza dignità e senza più un nome. La musica è anche la parte più intima ed emotiva delle tre donne e avrà il potere di ridare vita alle protagoniste durante la narrazione. Le musiche sono di Arvo Part, Fabio Vacchi, Diego Conti e Ada Gentile, la regia musicale di Antonella De Angelis e le scenografie di Francesco Vitelli.

Lo spettacolo racconta, quindi, le storie di tre donne vissute in manicomio, alcune di loro recluse perché semplicemente non aderivano ai duri canoni della società, donne che non riuscirono ad esprimere personalità adeguate agli stereotipi culturali del momento e che non erano tagliate per vivere pienamente solo il ruolo di madri e mogli. Le protagoniste Giuliana, Lucia e Anna rappresentano anche le tre età della donna con le loro problematiche divenute in quel luogo vere e proprie patologie.

«Una memoria da recuperare», spiega Alessandra Portinari, «una brutta pagina della storia italiana da riportare alla luce anche per colmare il vuoto che purtroppo con la legge Basaglia non è riuscita a risanare. I manicomi in alcuni casi somigliavano più a lager che ad ospedali. Fino a qualche anno fa chiunque poteva ritrovarsi rinchiuso in un manicomio. Bastava la firma del sindaco, senza particolari perizie psichiatriche, per far rinchiudere qualcuno come è accaduto alle protagoniste di Snaturate».

Lo spettacolo, sostenuto dall’assessorato alla Cultura del Comune di Pescara e con il patrocinio della Regione Abruzzo, della Commissione Pari opportunità regionale e della Provincia di Pescara, concluderà anche la mostra di documenti e fotografie “I Fiori del male donne in manicomio nel regime fascista” al Circolo Aternino, in piazza Garibaldi a Pescara.

La pièce al Teatro Massimo è a favore dell’Angsa Abruzzo (Associazione nazionale genitori soggetti autistici) per la Giornata Mondiale dell’Autismo, la giornalista Mila Cantagallo nella serata presenterà le associazioni e le strutture regionali che si occupano di autismo come la Fondazione Paolo VI, Il Cireneo Onlus, l’Associazione Alba Onlus e l’Associazione Carrozzine Determinate.

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