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In ricordo del coraggio di Vittorio Arrigoni

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15 aprile 2011 – A Gaza (in Palestina) viene rinvenuto il corpo senza vita di Vittorio Arrigoni, attivista per la pace, giornalista e scrittore.

Membro attivo dell’International Solidarity Movement, di cui faceva parte anche l’americana Rachel Corrie uccisa da una ruspa israeliana nel marzo 2003, Vittorio Arrigoni si era stabilito a Gaza dal 2008 dove non suscitava simpatie né dell’estrema destra israeliana né dei salafiti islamici che lo consideravano troppo vicino al governo di Hamas. In realtà Arrigoni, attraverso il suo blog e le corrispondenze per “Il Manifesto”, raccontava le sofferenze del popolo palestinese, documentando le offensive che avevano luogo sulla Striscia di Gaza.

Proprio nel 2008 l’esercito israeliano lo arresta per essersi schierato dalla parte di un gruppo di pescatori palestinesi colpevoli di trovarsi in acque internazionali. In particolare è durante l’Operazione Piombo Fuso, di cui l’attivista parla nel suo blog “GuerrillaRadio” nato nel 2004, che riceve un numero considerevole di esplicite minacce di morte. Di fatto, in quel particolare momento storico è l’unica fonte giornalistica italiana a informare su ciò che avviene a Gaza.

Durante la cosiddetta Primavera araba, si schiera dalla parte dei giovani musulamani che protestavano contro l’occupazione israeliana e contro il regime di Hamas. Poche settimane dopo questo episodio viene rapito da un gruppo terrorista dichiaratosi jihadista salafita che, dopo minacce e ultimatum nei confronti dei palestinesi, lo uccide.

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