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Viene ucciso Giuseppe Salvia, l’uomo che disse no a Raffaele Cutolo

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14 aprile 1981 – A Napoli viene ucciso, su ordine del boss mafioso Raffaele Cutolo, il vicedirettore del Carcere di Poggioreale Giuseppe Salvia.

Aveva solo 38 anni quando la “Nuova Camorra Organizzata” si rende protagonista di un vile agguato e invia sei dei suoi uomini sulla tangenziale di Napoli con il compito di uccidere l’uomo di Stato. Le ricostruzioni fatte in seguito all’omicidio di Salvia, fanno pensare che a suscitare la rabbia del boss mafioso sia stato il comportamento esemplare che il vicedirettore del penitenziario ebbe quando pretese che Cutolo, il quale tentò anche uno schiaffo nei suoi confronti, fosse perquisito esattamente come tutti gli altri detenuti e come comanda il regolamento carcerario.

Da ricordare come gli anni ’80 furono un periodo florido per la criminalità organizzata, depositaria dello scontento dei cittadini italiani a cui le politiche sociali non riuscivano a provvedere.

In particolare, il 1981 è un anno difficile per il Carcere di Poggioreale, entro le cui mura si era scatenata una faida tra opposte fazioni di camorristi.

Solo il 22 giugno del 2013 a Salvia viene conferito un riconoscimento, ossia la targa d’intitolazione della casa circondariale di Poggioreale, in presenza delle più alte cariche dello Stato e dei familiari della vittima.

 

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