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Il Giro d’Italia numero 100: Ride Green e Bilancio Sociale

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Sostenibilità ambientale e responsabilità sociale per il Giro d’Italia numero 100. Per il secondo anno, infatti, viene proposto il progetto Ride Green, l’iniziativa di raccolta differenziata e di riciclo che coinvolge i Comuni attraversati dalla corsa a tappe; inoltre si consolida la sperimentazione avviata nel 2016 di rendicontazione sociale delle iniziative collaterali alla manifestazione agonistica che interessano scuole, comunità locali, onlus. E così, in occasione del suo centesimo compleanno, la corsa rosa accentua la sua connotazione sociale.

Ma andiamo con ordine, a partire dal progetto Ride Green. Già l’anno scorso RCS Sport, in collaborazione con E.R.I.C.A., cooperativa che dal 1996 opera nel campo della comunicazione ambientale a supporto di enti pubblici e privati, ha avviato il processo di raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti in occasione delle singole tappe. I risultati sono stati lusinghieri: 6.771 chilogrammi di organico, 34.789 di carta e cartone, 3.964 di plastica e metalli, 2.114 di vetro, 9.903 di residuo secco. L’84% del materiale raccolto è stato riciclato.

Il Giro d’Italia 2017 conferma e rafforza la sua anima green. “Quest’anno le località di partenza e di arrivo che ospiteranno le tappe riceveranno infatti 1.200 contenitori a marchio Ride Green per la differenziata che potranno tenere con sé come gentile omaggio ed eredità del Giro numero 100”. Inoltre la ristorazione utilizzerà stoviglie ed attrezzature in materiale compostabile fornite dall’azienda Novamont, che opera nel settore delle bioplastiche e biochemicals. Anche la segnaletica delle isole dell’open village sarà di materiale riciclato. Grande anche la prevista mobilitazione dei volontari, reclutati dai vari comitati di tappa, a presidio degli eco-punti sparsi per l’intero percorso.

In proposito l’Amministratore Delegato di E.R.I.C.A.Roberto Cavallo, ha affermato: “Dopo la bella avventura di dodici mesi fa, siamo pronti a partire con Ride Green anche nell’edizione 100, un motivo in più per fare ancora meglio in un’occasione tanto prestigiosa. Se lo scorso anno, raggiungendo l’eccellente quota dell’84% di rifiuti differenziati, avevamo dimostrato come anche in Italia fosse possibile rendere i grandi eventi ecosostenibili, quest’anno è nostra intenzione andare oltre, nella convinzione che l’esempio positivo di grandi campioni supera il valore simbolico diventando esempio per le tante persone che seguono il Giro d’Italia. Ancora una volta punteremo molto su sensibilizzazione e comunicazione, oltre alla grande collaborazione con i territori che attraverseremo, con le amministrazioni, le aziende e tutti i volontari che ci daranno una mano. Un sentito ringraziamento va a RCS Sport che ci ha confermato la sua fiducia e ai partner che hanno deciso di accompagnarci in questa nuova sfida e che ci daranno un contributo fondamentale per la riuscita del progetto”.

Ma gli organizzatori del Giro sono impegnati anche sul fronte sociale, non solo nel periodo della manifestazione sportiva ma durante tutto l’anno.

Con l’edizione 2016 è stato avviato un progetto di rendicontazione di tutte le attività “per dimostrare il proprio impegno e misurare di anno in anno i risultati”. E così RCS Sport e IMQ – il più importante ente di certificazione italiano – tengono a battesimo il ‘bilancio zero’, “un primo report di sostenibilità basato sullo schema di rendicontazione internazionale GRI, che ha permesso di raccogliere tutte le iniziative svolte nell’edizione 2016 e di essere una base per la programmazione del Giro 100. Questa ‘edizione zero’ ha permesso di sperimentare l’integrazione di un approccio sostenibile all’organizzazione dell’evento, con una maggiore attenzione all’impatto ambientale e sociale. IMQ ha fornito gli ‘strumenti’ per individuare le aree di intervento, analizzando gli stakeholder e individuandone i loro interessi, utilizzando una metodologia standardizzata e riconosciuta a livello internazionale”.

Tra le tante attività meritano di essere citate il progetto BiciScuola e la Carovana Sociale.

BiciScuola, promossa da RCS Sport e La Gazzetta dello Sport, “si pone l’obiettivo di far conoscere ai giovani il mondo e i valori del Giro d’Italia e avvicinarli all’uso della bicicletta, al fairplay, all’educazione ambientale e alimentare, ai temi della sicurezza e dell’educazione stradale. L’iniziativa è ormai giunta alla sua quattordicesima edizione e può contare sul patrocinio della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero della Gioventù, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero del Turismo, del CONI e della Federazione Ciclistica Italiana.

Nella Carovana Rosa ormai da diversi anni trova posto anche la Carovana Sociale. Il Giro d’Italia, infatti, offre l’opportunità a molte ONLUS di partecipare gratuitamente con un proprio mezzo allestito e personalizzato “per promuovere i loro messaggi di solidarietà e sociali, entrando in contatto con gli spettatori presenti lungo il percorso”.

In conclusione, Roberto Salaminiresponsabile marketing e comunicazione di RCS Sport, ha sottolineato: “Il Giro d’Italia ha voluto abbracciare questo progetto fin dall’inizio e la scelta è stata vincente. I numeri della passata edizione parlano da soli e tutte le componenti coinvolte durante la corsa hanno risposto in maniera ottimale a partire dalle squadre, dai comuni coinvolti, agli sponsor fino a noi dell’organizzazione. Un Giro sempre più ecosostenibile è uno dei nostri obiettivi anche per i prossimi anni e si lega a tutti i nostri progetti di Social Responsability come anche Biciscuola o la Carovana ‘Sociale’. Da quest’anno abbiamo anche deciso di dar vita ad un bilancio sociale del Giro d’Italia dove sono state misurate le attività svolte nel 2016, individuando così le aree di sviluppo da cui partire dal 2017, utilizzando una metodologia riconosciuta a livello internazionale”.

 

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