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Gucci: non solo donazioni ma anche possibilità di lavoro

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Ottime notizie per i fiorentini e, più in generale, per quanto riguarda il restauro e la valorizzazione del patrimonio ambientale italiano. Gucci – la famosa casa di moda nata proprio a Firenze nel lontano 1921 – finanzierà con 2 milioni di euro i lavori necessari a far risorgere il bellissimo Giardino di Boboli, parte del complesso museale delle Gallerie degli Uffizi, che sarà incaricata di gestire l’investimento.

Un progetto promosso dal Ministero dei Beni culturali con il patrocinio del Comune di Firenze che «farà rifiorire il verde del giardino – più di 33 ettari di meraviglie naturali – e lo riporterà al suo status storico di Versailles italiana», si entusiasma il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, persona alla quale l’Italia deve tanto in quanto artefice di numerose iniziative che hanno portato di fatto più turismo, più cultura, più soldi.

Il presidente della maison Marco Bizzarri ha commentato: «Gucci è un marchio globale con solide origini fiorentine. Alla base del successo di questi ultimi anni, trainato dal talento del nostro direttore creativo Alessandro Michele, ci sono le competenze, l’entusiasmo, lo spirito d’innovazione e le capacità degli artigiani e di tutti coloro che lavorano per il marchio a Firenze e in questo territorio».

Da apprezzare, dunque, questo circolo virtuoso di azioni da parte di un brand italiano che decide di mettere in campo risorse economiche partendo proprio dal territorio, invitando, attraverso il buon esempio, gli altri a fare altrettanto. Tra le altre cose, è recente l’annuncio di una sfilata Gucci, quella della collezione “Cruise” (un ponte tra le stagioni) che si terrà il 29 maggio nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, sala mai utilizzata finora per un evento del genere.

Interessante l’intervento del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini: «Il legame tra moda e arte è sempre stato molto stretto e ha spesso favorito occasioni di incontro suggestive e uniche. Come avviene oggi con un marchio prestigioso dello stile italiano che decide di investire in modo significativo su una grande istituzione culturale nel pieno rispetto della sua missione».

D’altronde, la storia di Gucci è fusa insieme a quella di Firenze, la rappresenta e la porta nel mondo con grande orgoglio a partire proprio, come dicevamo, dal 1921, quando il suo fondatore, Guccio Gucci, si impose gradualmente nel mondo della moda per la capacità di distinguersi nella produzione di capi di lusso e di grande qualità. Attualmente, la società è in mano a un gruppo straniero, ma i suoi punti vendita sono sparsi praticamente in tutta Italia. È notizia recente che proprio nel nostro Paese Gucci aprirà un nuovo stabilimento e si preparerà dunque presto a nuove assunzioni: 120 le posizioni aperte che variano in base ai settori e alle competenze e interessano la comunicazione, la logistica, la produzione artigianale e la creatività. Ma Gucci assume anche all’estero dove si stanno cercano 400 profili da collocare.

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