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L’Oasi del Clochard a Milano è realtà

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È nata a Milano l’Oasi del clochard per un’accoglienza umana basata sul rispetto della dignità e delle necessità individuali.

Nasce su iniziativa dei famosi City Angels con la collaborazione dell’assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Milano ed è un vero e proprio villaggio con casette prefabbricate in grado di ospitare da 4 a 8 senzatetto a seconda della capienza ed è dotato di servizi quali mense, ambulatori, spazi ricreativi e culturali. È situata nell’area di via Cesare Lombroso, di fronte al mercato ortofrutticolo, nella periferia sud-est della metropoli, là dove sino a pochi mesi fa esisteva, a fianco delle rotaie della ferrovia, uno spazio abbandonato  e spesso utilizzato come campo rom.

In un tempo brevissimo (poco più di un mese), i City Angels – nati nel 1994 e che contano ormai oltre 500 presenze sparse in 17 città – hanno sgomberato e pulito l’area e portato i primi prefabbricati. Per ora ospitano 70 uomini di nazionalità diverse, ma l’obiettivo finale è di accoglierne fino a 300. Per essere ammessi è necessario essere registrati nelle liste del Comune ed essere esenti da tubercolosi.

Ricordiamo tutti che, nel corso dell’inverno molto duro appena trascorso, molti clochard si erano rifiutati di recarsi in dormitori esistenti, a causa della paura di perdere la propria libertà e soprattutto di perdere le proprie piccole cose (scarpe, abiti, coperte ma soprattutto ricordi come piccoli oggetti o fotografie). Da qui l’idea di casette più piccole e in cui sia possibile proteggersi.

Spiega Mario Furlan, fondatore dei City Angels: «Il prossimo passo è creare una struttura dedicata alle donne e agli animali. Molto spesso i clochard rifiutano un posto in un centro perché non possono portare con sé gli amici a quattro zampe. Non vogliamo mettere fine alle relazioni che si creano per strada. Anche a livello affettivo tra un uomo e una donna: vogliamo che quest’oasi sia un luogo dove poter portare avanti l’amore».

La pensa allo stesso modo l’assessore alle politiche sociali Perfrancesco Majorino che sottolinea come l’Oasi non debba essere considerata come struttura di emergenza, ma come una realtà in cui sia possibile instaurare nuove relazioni che preservino i senzatetto dall’estrema povertà.

L’Oasi è stata inaugurata un paio di giorni fa alla presenza, oltre che delle autorità civili, dei rappresentanti milanesi delle tre religioni monoteiste più importanti: cattolica, ebraica e musulmana, proprio a indicare la diversa provenienza dei senzatetto che la utilizzeranno.

L’inaugurazione è stata tempestiva in prospettiva della visita di Papa Francesco a Milano di sabato 25 marzo, nella speranza che egli stesso vi si possa recare a dare la sua personale benedizione agli umili e ai diseredati.

È possibile ma soprattutto auspicabile l’aiuto di privati per questo progetto: per chiunque volesse aiutare e veder riconosciuto il proprio impegno, è consentito adottare una casetta con un contributo mensile e veder apporre sulla casetta stessa una targa. Occasione che sicuramente i milanesi, sempre pronti ad aiutare coloro che hanno bisogno, non vorranno perdere.

 

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