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Non c’è tempo da perdere: la nostra Europa è unita, democratica e solidale

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Tre giorni di mobilitazione per “la nostra Europa – unita democratica solidale”, in occasione delle celebrazioni dei 60 anni dei Trattati che diedero vita alla Comunità Economica Europea. Sabato 25 marzo i capi di Stato e di Governo si riuniranno a Roma presso il Palazzo dei Conservatori in Campidoglio. Associazioni, sindacati, movimenti e reti italiane ed europee, contemporaneamente, sfileranno da Piazza Vittorio al Colosseo, dopo due giorni di forum tematici all’Università La Sapienza.

Le istituzioni europee attraversano una crisi senza precedenti. Si fanno strada prepotentemente movimenti e partiti nazionalisti, reazionari, a volte razzisti. Tornano d’attualità le frontiere, questa volta “difese” da muri e filo spinato. Mai come ora diventano profonde le diseguaglianze sociali e diritti che credevamo acquisiti e inviolabili, come quello d’asilo, vengono messi in discussione.

Per fortuna, proprio in questo difficilissimo momento, un grande schieramento di forze si aggrega per dare nuovo vigore al “sogno europeo”. C’è bisogno di nuova radicalità per “rianimare” questa esangue Europa e le energie necessarie non verranno certo dalle diplomazie e dai governi, troppo prudenti, “conservatori”, paralizzati dall’infinita ricerca di impossibili equilibri.

C’è bisogno di affermare con forza il profilo della “nostra Europa” denunciando “le politiche che mettono a rischio la sua esistenza”, esigendo “istituzioni democratiche sovranazionali effettivamente espressione di un mandato popolare e dotate di risorse adeguate, il rispetto dei diritti sanciti dalla Carta dei Diritti Fondamentali”, difendendo “ciò che di buono si è costruito”, proponendo alternative, battendoci “per realizzarle, anche nel Mediterraneo e oltre i confini dell’Unione”.

Circa 100 organizzazioni il 23, 24 e 25 marzo rinnovano il loro impegno europeista e danno voce a una speranza europea mai sopita, ad aspettative che non possono essere tradite se non si vuole correre il rischio di una profonda arretramento dei livelli di democrazia, di sviluppo economico, di coesione ed equità sociale fin qui raggiunti. 

All’appuntamento al Colosseo si unirà, con le proprie specificità, anche il Movimento federalista europeo, “promuovendo una manifestazione popolare per mobilitare le forze che sono a favore dell’unificazione europea e manifestare la volontà di andare oltre agli attuali trattati, contro i nazionalismi, verso l’Europa federale”.

Di seguito l’appello “La nostra Europa – unita democratica solidale”, l’appello alla partecipazione alla manifestazione promossa dal Movimento federalista europeo e il Documento “Cambiamo rotta all’Europa” proposto dal Consiglio Italiano del Movimento Europeo.

LA NOSTRA EUROPA – UNITA, DEMOCRATICA, SOLIDALE

In occasione dei sessanta anni dalla firma dei trattati di Roma ci riuniamo, consapevoli che, per salvare l’Europa dalla disintegrazione, dal disastro sociale ed ambientale, dalla regressione autoritaria, bisogna cambiarla.

Un grande patrimonio comune, fatto di conquiste e avanzamenti sul terreno dei diritti e della democrazia, si sta disperdendo insieme allo stato sociale, a speranze e ad aspettative.

Negli ultimi anni, con trattati ingiusti, austerità, dominio della finanza, respingimenti, precarizzazione del lavoro, discriminazione di donne e giovani, anche in Europa sono cresciute a dismisura diseguaglianza e povertà.

Oggi siamo al bivio: fra la salvezza delle vite umane o quella della finanza e delle banche, la piena garanzia o la progressiva riduzione dei diritti universali, la pacifica convivenza o le guerre, la democrazia o le dittature. Crescono sfiducia, paure ed insicurezza sociale. Si moltiplicano razzismi, nazionalismi reazionari, muri, frontiere e fili spinati.

Un’altra Europa è necessaria, urgente e possibile e per costruirla dobbiamo agire. Denunciare le politiche che mettono a rischio la sua esistenza, esigere istituzioni democratiche sovranazionali effettivamente espressione di un mandato popolare e dotate di risorse adeguate, il rispetto dei diritti sanciti dalla Carta dei Diritti Fondamentali, difendere ciò che di buono si è costruito, proporre alternative, batterci per realizzarle, anche nel Mediterraneo e oltre i confini dell’Unione.

Ci vuole un progetto di unità europea innovativo e coraggioso, per assicurare a tutti e tutte l’unico futuro vivibile, fondato su democrazia e libertà, diritti e uguaglianza, riconoscimento effettivo della dimensione di genere, giustizia sociale e climatica, dignità delle persone e del lavoro, solidarietà e accoglienza, pace e sostenibilità ambientale.

Dobbiamo essere in grado di trasformare il “prima gli italiani, gli inglesi i francesi”, in “prima noi tutte e tutti”, europei del nord e del sud, dell’est e dell’ovest, nativi e migranti, uomini e donne.

Ripartiamo da qui, da Roma, uniti e solidali, per costruire quel campo che, oltre le nostre differenze, nel nostro continente e in tutto il mondo, sappia essere all’altezza della sfida che abbiamo di fronte.

Invitiamo ad aderire a questo appello, a promuovere e inserire in questa cornice comune eventi e appuntamenti nel prossimo periodo in Italia e in tutta Europa, a essere a Roma il 23.24.25 marzo per mobilitarci in tante iniziative, incontri, azioni, interventi nella città e realizzare una grande convergenza unitaria.

Arci; CGIL; Legambiente; Rete della Conoscenza; Transform Italia; UDU; A Sud; Acli; Acmos; ACT- Agire, costruire, trasformare; ActionAid; AEDH – Association européenne pour la défense des droits de l’Homme; AOI Associazione Ong Italiane; Arcigay; Arci Servizio Civile; Associazione Botteghe del Mondo; Associazione Callisto – Grecia; Associazione Nazionale per la Scuola della Repubblica; Associazione Per Un’Europa dei Popoli; Associazione Sì alle energie rinnovabili No al nucleare; Assopace Palestina ; Auser; Baobab Experience; Blockupy International ; Casa Internazionale delle Donne; Centro Einstein di Studi Internazionali (CESI); Centro per la Riforma dello Stato; Centro Studi, formazione, comunicazione e progettazione sull’Unione Europea e la global governance; CEPES ; Civil Society Europe; Cipsi; CISL; Città dell’Altra Economia – CAE; Cittadinanzattiva; Coalizione “Europe We Want”; Cobas; Comitato europeo New Deal 4 Europe; Comitato Nazionale LipScuola; Comitato Verità e Giustizia per i nuovi desaparecidos; CommonGoodNetwork; Comunità Cristiana di Base Pinerolo ; Concord Europa; Concord Italia; Coordinamento Europeo Via Campesina; Cultura è libertà; DiEM25; DIP – dichiariamo illegale la povertà; Epohi quotidiano – Grecia; Euromed Rights Network; European Alternatives; European Citizen Action Service – ECAS; European Civic Forum; Fairwatch; FEF – Belgio; Fiom Cgil; FISH – Federazione Italiana Superamento Handicap; Fondazione Cercare Ancora; Fondazione Finanza Etica; Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua; Forum Italo Tunisino; GENCTUR – Turkey; FZS – freier zusammenschluss von studentInnenschaften; Gioventù Federalista Europea; Greenpeace; GUE/NGL; IBO Italia; ICYE International Office; il manifesto; Informagiovani; L’altra Europa con Tsipras; Libera; Link Coordinamento Universitario; Lunaria;  Mani Tese; Movimento Consumatori; Movimento Difesa del Cittadino; Nicos Poulantzas Institute -Grecia; Noi Siamo Chiesa; ÖH – Österreichische Hochschülerinnen- und Hochschülerschaft; Osservatorio Aids; Parti communiste français; Rete degli Studenti Medi; Rete della Pace; Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese ; Rifondazione Comunista – Sinistra Europea; Sbilanciamoci!; Sinistra Euromediterranea; Sinistra Europea; Sinistra Italiana; SOLIDAR; Tavola della Pace; Transform Europe; UIL; UNEF – Union nationale des étudiants de France; Un Ponte Per..; UNEL (Union national des étudiant-e-s du Luxembourg); Unione degli Studenti; Verdi Europei; YAP – Youth Action for Peace Italia.

APPELLO DEL MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO PER PROMUOVERE LA MOBILITAZIONE IN VISTA DELLA MANIFESTAZIONE DI ROMA DEL 25 MARZO 2017

Le difficoltà con cui in Europa si stanno affrontando la lunga crisi economica e finanziaria, l’emergenza rifugiati e il problema della sicurezza interna ed esterna, stanno erodendo il consenso dei cittadini nei confronti dell’Unione europea. La stessa sopravvivenza del progetto europeo è così messa a repentaglio, insieme al progetto di pace e di integrazione che essa incarna.

Le radici di queste difficoltà sono da ricercare nell’assetto istituzionale dell’UE, incompleto ed inadeguato. Solo con un sistema di governo sovranazionale efficace, democratico e responsabile l’Europa può divenire abbastanza forte da garantire il futuro dei propri cittadini. In particolare, l’unione monetaria deve essere completata con una piena unione bancaria e avviando l’unione fiscale, economica e politica.

L’esito del referendum in Gran Bretagna rende ancora più urgente l’avvio della riforma delle istituzioni europee. Esso dimostra la necessità di prevedere la coesistenza all’interno dell’UE di diversi livelli di integrazione tra i vari Stati membri. L’unità politica, infatti, è un obiettivo che può coinvolgere inizialmente solo un nucleo di paesi europei, a partire da quelli che hanno adottato l’euro. L’unione politica – che dovrà comunque rimanere aperta alle future adesioni dei paesi che sceglieranno di partecipare in un secondo momento – implica infatti una cessione di sovranità e un salto politico che alcuni Stati membri non sono ancora pronti a fare; perché per essere effettiva tale unione dovrà avere carattere federale ed essere capace di vincolare reciprocamente gli Stati membri alla mutua responsabilità e solidarietà. Per questo, la riforma dovrà prevedere un diverso grado di partecipazione alle istituzioni dell’UE per tutti i paesi che scegliessero di non far parte sin dall’inizio del nuovo nucleo federale, ma che volessero comunque rimanere membri del mercato unico dell’UE.

Le riforme necessarie a tal fine possono essere realizzate o attraverso la revisione dei Trattati esistenti, o per mezzo di un nuovo trattato o di un protocollo tra gli Stati membri di questo nucleo federale.

La nuova architettura istituzionale dell’UE dovrà mirare a costruire una vera sovranità europea, creando un sistema federale di livelli di governo coordinati e indipendenti. Gli attuali deficit di efficienza, democrazia e responsabilità devono essere superati. La Commissione europea deve evolvere in un vero governo europeo responsabile davanti al Parlamento europeo, che rappresenta i cittadini, e al Consiglio, trasformato in una sorta di Senato degli Stati membri per tutte le questioni legislative.

Parallelamente all’apertura del processo di revisione dei Trattati, sono urgentemente necessarie politiche mirate a recuperare la fiducia ed il sostegno dei cittadini. Tali politiche devono affrontare tutti i problemi che stanno creando paura ed incertezza nell’opinione pubblica, sottraendo così alle forze populiste e nazionaliste le false soluzioni che tentano di presentare. Questi problemi riguardano gli aspetti economici e finanziari, quelli della giustizia sociale, della libertà e della sicurezza, sia interna che esterna.

Tenuto conto di tutto ciò, invitiamo i cittadini, i parlamentari europei e nazionali e gli altri leader politici nazionali ed europei, nonché tutte le organizzazioni della società civile, a sostenere questi obiettivi e ad adoperarsi per raggiungerli.

Facciamo sì che il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma diventi un’occasione di svolta per la storia europea, per andare oltre gli attuali Trattati, verso un’unione federale, del popolo europeo, con il popolo europeo, per il popolo europeo, per realizzare il progetto di Ventotene.

CAMBIAMO ROTTA ALL’EUROPA

Un mondo di pace, solidarietà e giustizia esige più Europa di pace, di solidarietà e giustizia. Eppure l’Unione europea può disgregarsi per gravi errori di strategia politica ed economica, per l’inadeguatezza delle istituzioni e la mancanza di democrazia. Sono stati costruiti muri con i mattoni degli egoismi nazionali soffocando l’idea d’Europa che sanciva la libertà di circolazione delle persone. Così rischia di disintegrarsi  la  comune  casa  europea,  disegnata  nel  “Manifesto  di  Ventotene”,  che  unisce  la prospettiva dello stato federale alla democrazia europea, alla pace e alla lotta alle diseguaglianze. E così si cancellano le speranze di milioni di europei.

Negli ultimi dieci anni le politiche di austerità hanno frenato gli investimenti nell’economia reale, esasperato le diseguaglianze, creato precarietà e destrutturato il modello sociale europeo.

L’Europa deve essere terra di diritti, di welfare, di cultura, di innovazione. Dovrebbe aver appreso dalla parte migliore della sua storia e dalle sue tragedie i valori dell’accoglienza, della pace, dell’uguaglianza e della convivenza.

L’Unione europea deve affrontare le grandi sfide della nostra epoca restituendo all’idea d’Europa la speranza nel benessere per l’intera collettività, la forza dei diritti e della solidarietà. E’ indispensabile e urgente ridare senso alla politica per eliminare le disuguaglianze ponendo fine alle politiche di austerità e agli strumenti che le hanno attuate, creare coesione sociale e territoriale, dare priorità all’ambiente come leva e motore per un diverso sviluppo combattendo i cambiamenti climatici, ridurre il divario generazionale e di genere, favorire la partecipazione e la cittadinanza attiva con un welfare europeo, ripudiare le guerre e perseguire il rispetto dei diritti, garantire l’accoglienza dei rifugiati e la libertà di migrare, impegnarsi a risolvere i problemi globali che sono causa delle migrazioni.

Serve una democrazia europea, dove la sovranità appartiene a uomini e donne che eleggono un governo federale responsabile davanti al Parlamento europeo.

Per queste ragioni, intendiamo agire affinché si apra il 25 marzo 2017 una fase costituente che superi il principio dell’unanimità, coinvolga comunità locali, attori economici e sociali, movimenti della società civile insieme a rappresentanti dei cittadini a livello regionale, nazionale ed europeo e si concluda in occasione delle elezioni europee nella primavera 2019. Per queste ragioni abbiamo deciso di promuovere una forte partecipazione popolare il 25 marzo 2017 a Roma e di sollecitare analoghe iniziative in altre città europee.

 L’Europa democratica si affermerà solo se i suoi cittadini le faranno cambiare rotta.

 Movimento Europeo-Italia, Alternativa Europea, Associazione Dei Giornalisti Europei (Age), Associazione Europea degli Insegnanti (Aede), Associazione Internazionale Ex-Comunitari Europei (Aiace), Associazione Italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (Aiccre), Associazione Mondiale Scuola Strumento di Pace I.P Italia, Associazione Nazionale Donne Elettrici (Ande), Associazione Pubblici Cittadini, Associazione Universitaria di Studi Europei (Ause), Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani (Acli), Centro Einstein di Studi Internazionali (Cesi), Centro Studi,    Formazione,    Comunicazione    e    Progettazione sull’unione Europea e la Global Governance (Cesue), Collegio Nazionale     degli    Agrotecnici    e degli    Agrotecnici Laureati, Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province Autonome, Federazione Italiana     degli    Enti    e    Scuole  di    Istruzione    e Formazione (Fidef), Federazione Nazionale degli Insegnanti (Fnism), Fondazione Roma Europea, Forum Tunisino per La Cittadinanza Mediterranea, Intercultural Communication and Leadership School (Icls), Istituto di  Studi  sul  Federalismo  e l’Unità  Europea Paride Baccarini, Legautonomie, Movimento Difesa del Cittadino (Mdc), Movimento Federalista Europeo (Mfe), Osservatorio “Sguardo Sul Mondo” Aps, Sindnova, Spes – Associazione Promozione e Solidarietà, Associazione “Per l’Europa di Ventotene”, Associazione Amistrada – di Roma (Movimento dei Giovani di Strada e Reti di Amicizia), Associazione delle Agenzie della Democrazia Locale (Alda), Associazione per i Diritti Umani, Associazione Ricreativa e Culturale Italiana (Arci), Associazione Voglio Vivere Onlus, Atd Quarto Mondo Italia, Basic Income Network – Italia, Centro Italiano di Formazione Europea (Cife), Centro Nazionale per il Volontariato (Cnv), Cittadinanzattiva, Collegamento Italiano Lotta Povertà (Cilap), Comitato “Eutopía 0. Verso Gli Stati Uniti D’europa”, Comitato Newdeal4europe, Confederazione Italiana Agricoltori (Cia), Conngi – Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane, Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale (Cipsi), Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne/Lef Italia, Eurispes – Istituto di Studi Politici Economici e Sociali, Europa In Movimento, European Alternatives, Federculture, Fondazione Bruno Visentini, Fondazione Lelio & Lisli Basso, Fondazione Mezzogiorno Europa, Forum Italiano sulla Disabilità (Fid), Forum Nazionale dei Giovani, Gioventu’ Federalista  Europea (Gfe), Groupe Europe Uef, Legambiente, Libertà e Giustizia, Maison des Association Europeen – Bruxelles, Rete della Pace, Tavola della Pace, Terre des Hommes, Uef – Belgio, Uef – Francia, Uef – Grecia, Uef – Repubblica Ceca, Uef – Spagna, Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani, Ventoteneuropa

 

 

 

 

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