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“Mai più violenza”: la campagna di crowdfunding per restituire un volto a Carla

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Il popolo del web ha dimostrato in migliaia di occasioni di essere molto generoso, dando il proprio contributo per sostenere campagne di crowdfunding orientate al sociale. Basti pensare a quante raccolte fondi per il terremoto siano andate a buon fine. E in questi giorni stanno dimostrando di avere un cuore grandissimo rispondendo con entusiasmo anche alla chiamata di Meridonare, una delle principali piattaforme italiane per la raccolta dal basso, che ha lanciato la campagna “Mai più violenza”.
Il progetto nasce nell’ambito delle attività della commissione Pari Opportunità del Sindacato unitario giornalisti della Campania, che ha nei suoi scopi quello di promuovere parità dei generi nel lavoro giornalistico, così come è previsto anche nello statuto federale del sindacato. Durante una manifestazione organizzata a novembre, per la giornata contro la violenza sulle donne, il SUGC ha raccolto la testimonianza di Carla Caiazzo, protagonista di uno sconcertante caso di cronaca.
In molti ricorderete la drammatica storia di questa giovane donna di Pozzuoli che, incinta al nono mese di gravidanza, è stata data alle fiamme. Fortunatamente la giovane e il suo bambino sono stati salvati, ma Carla ha visto il suo volto restare completamente sfigurato a causa delle gravissime ustioni.
Da qui l’idea del SUGC di promuovere una raccolta fondi di 4.000 euro per permettere a Carla di sottoporsi ad almeno uno dei numerosi interventi chirurgici di ricostruzione di cui ha bisogno.
A più di 40 giorni dalla scadenza dell’iniziativa, sono già stati raccolti più di 1000 euro e siamo certi che il goal è davvero vicino. In questo modo Carla si sentirà anche meno sola nell’affrontare la sua battaglia che sta conducendo con una grande forza di volontà, nonostante la difficoltà. Nei giorni scorsi la donna è, infatti, uscita per la prima volta senza coprirsi il volto e ha affrontato un viaggio di un’ora in treno.
«Una fatica emotiva enorme», racconta la mamma di Pozzuoli, «uscire dalla culla di casa, unico posto dove mi sento protetta, coccolata, accudita e rispettata come donna e mostrare per la prima volta in pubblico il mio aspetto sfigurato, è stato uno sforzo incredibile. Sin dal mattino: mi preparavo e continuavo a guardarmi allo specchio, ripetevo a me stessa: non devi vergognarti, ma aiutare tutte le altre donne che vivono questo incubo. Bisogna porre un freno a questa violenza inaudita».
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