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L’inquinamento uccide, soprattutto i più piccoli

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L’inquinamento uccide. È l’Organizzazione mondiale della sanità a lanciare l’allarme. Le vittime principali sono i bambini e ne muoiono ogni anno 1,7 milioni. Tutto lo studio è contenuto nei due rapporti Oms “Un mondo sostenibile in eredità. Atlante della salute infantile” e “Non inquinate il mio futuro: l’impatto ambientale sulla salute infantile”. L’inquinamento atmosferico e quello casalingo sono le prime cause in ordine di importanza, ma non meno determinanti risultano essere il consumo di acqua non potabile, veicolo delle più svariate malattie, e, in condizioni di salute precaria, anche il fumo passivo.

Se nei Paesi sottosviluppati si punta il dito contro la contaminazione dell’acqua, in quelli industrializzati il problema è invece relativo all’inquinamento atmosferico. Pare dunque facilmente deducibile che la soluzione a un problema tanto grave stia proprio nell’intervenire direttamente sulle cause scatenanti, attuando interventi sistematici sui fattori che determinano tragedie simili.

Il 26% dei 5,9 milioni di morti registrati su base annua fra i bambini di meno di 5 anni in tutto il mondo sarebbe qualcosa di assolutamente evitabile: periscono soprattutto per le conseguenze determinate dalla diarrea, dalla malaria e dalla polmonite «che potrebbero essere drasticamente ridotte grazie a un accesso più equo all’acqua potabile e a fonti di energia pulite».

Inoltre, l’Oms sottolinea come siano sopravvenuti, nel tempo, anche quelli che chiama “agenti emergenti”, soprattutto nelle aree del mondo economicamente più ricche. Il problema nasce dalle sostanze nocive prodotte dalle attività industriali, nonché dalla massiccia presenza di rifiuti elettrici, elettronici, chimici, tutti altamente tossici. A ciò va aggiunto il flagello dei repentini cambiamenti climatici. Né per l’Oms sono da sottovalutare residui di pesticidi, di plastiche e altri elementi dannosi che inesorabilmente sono divenuti parte della catena alimentare.

Le conseguenze di tanta scelleratezza sono né più né meno che il numero di morti nel mondo, morti “stupide” perché evitabili. Nel nostro Pianeta pagano il conto altrui 570.000 bambini ogni anno per malattie respiratorie derivate da inquinamento, 361.000 per diarrea esasperata anche da condizioni igieniche assai precarie, 200.000 colpiti da malaria e lo stesso numero per intossicazioni di varia natura. Così, ha spiegato Maria Neira, medico e direttrice del dipartimento Salute pubblica e Ambiente dell’Oms: «Vivere in un ambiente degradato comporta pesanti conseguenze sulla salute dei nostri figli. Per questo occorre investire per sradicare i rischi, puntando soprattutto a garantire un’adeguata qualità dell’acqua e a favorire l’uso di fonti di energia pulite».

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