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Donare sangue: i numerosi vantaggi a cui non tutti pensano

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Donare sangue non è solo un encomiabile gesto di solidarietà nei confronti di chi soffre, sta male e ne ha bisogno. Lo studio Cergas-Bocconi ha infatti condotto una ricerca mettendo in evidenza gli incredibili vantaggi che derivano da questa buona prassi. Toccano gli aspetti più svariati e insospettabili sui quali magari non molto spesso ci soffermiamo a riflettere. Tutta l’indagine è contenuta nel libro curato dal presidente di Avis nazionale (associazione di cui ricorre quest’anno il 90° anniversario) Vincenzo Saturni, dal professor Giorgio Fiorentini e dalla dottoressa Elisa Ricciuti dal titolo “Libro Bianco sul sistema trasfusionale” (2014).  

Riassumiamo qui i vantaggi del donare sangue:

  • Risparmio: si calcola che, in media, più di 8 euro vengano restituiti alla comunità per ogni euro investito nelle attività attinenti alla donazione del sangue alla cui cifra ne va aggiunta un’altra non trascurabile stimata a un ammontare totale di 17,85 euro per donazione, che comprendono gli spostamenti, il tempo che normalmente si potrebbe impiegare in altro ma i donatori vi rinunciano per fare del bene. Questo genere di cultura del donare, proprio perché spontaneo, abbatte numerosi costi che altrimenti dovrebbero essere impiegati nella ricerca dei volontari e in varie strategie di messa a punto.
  • Salute e prevenzione: un questionario – parte integrante dello studio – ha rilevato come circa il 13% dei donatori ha potuto usufruire di una diagnosi precoce di qualche patologia attraverso i test di qualificazione sierologica e le visite medico specialistiche che precedono la donazione di sangue. Sappiamo infatti che prima di ricevere l’idoneità a donare tutti veniamo sottoposti a controlli scrupolosi, un modo per monitorare la propria salute ciclicamente ed eventualmente andare incontro a diagnosi precoci che possono salvare la vita del donatore.
  • Alimentazione e abitudini scorrette: molti donatori hanno avuto occasione, dopo le analisi di routine, di capire quali fossero le abitudini alimentari da evitare, correggendo la propria dieta, moderando l’uso di alcolici e tabacco. In questo senso vanno inoltre considerate le ottime ricadute in termini di risparmio del Servizio Sanitario Nazionale.
  • Attività fisica: sappiamo quanto sia importante per godere di una buona salute. Il 26,2% degli intervistati ha significativamente aumentato le ore settimanali dedicate allo sport.
  • Aggregazione sociale: dalla ricerca emerge che circa il 30% dei donatori ha stretto rapporti interpersonali con gli altri associati, con una media di 5,1 persone conosciute. Altissima la percentuale – 70% – che ammette la propria soddisfazione di sentirsi parte integrante di una comunità volta a far del bene in maniera professionale.
  • Solidarietà: potremmo definirla “a catena”, nel senso che in base alla ricerca il 32% ha avuto occasione di maturare una maggiore sensibilità nei confronti delle tante altre organizzazioni che operano del volontariato. Tutto ciò ha portato a un incremento di volontà da parte delle persone di collaborare con le Onlus del territorio.

 

 

 

 

 

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