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Trentuno milioni e 126 mila euro per il contrasto a violenza di genere

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Novità sul fronte contrasto della violenza di genere. Finalmente i due decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 25 novembre 2016, che suddividono fra Regioni e Province autonome complessivamente 31 milioni del Fondo per le politiche attive relative ai diritti e alle pari opportunità, sono approdati in Gazzetta Ufficiale.

Nello specifico, il primo provvedimento stabilisce la distribuzione dei fondi 2015-2016, pari a 12.998.700 euro, per la realizzazione delle quattro linee d’azione previste dal Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere: formazione per promuovere modelli di soccorso e assistenza appropriati; inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza; interventi volti all’indipendenza abitativa per le donne vittime di violenza, anche tramite un accesso agevolato all’edilizia residenziale pubblica; e infine, implementazione dei sistemi informativi riguardanti i dati sul fenomeno della violenza, incluso il numero dei centri antiviolenza e delle case rifugio presenti sul territorio regionale, allo scopo di facilitare la trasmissione alla banca dati nazionale sul fenomeno della violenza. Le Regioni e le Province autonome assicureranno un cofinanziamento degli interventi in misura non inferiore al 20%.

Per quanto concerne il secondo decreto, invece, esso prevede l’assegnazione dei fondi 2015/2016, complessivamente di 18 milioni e 127 mila euro, in base a quattro criteri: il 33% dell’importo totale, ossia circa 6 milioni di euro, è destinato all’istituzione di nuovi centri antiviolenza e di nuove case rifugio; il 10% (1,2 milioni di euro) è rivolto al finanziamento aggiuntivo degli interventi regionali già operativi orientati ad avviare azioni di assistenza e aiuto alle donne vittime di violenza e ai loro figli; il 45% (5,4 milioni di euro) è diretto al finanziamento dei centri antiviolenza pubblici e privati già esistenti in ogni Regione; e infine, il rimanente 45% per il finanziamento delle case rifugio pubbliche e private esistenti.

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