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Il cuore si scioglie

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Quando le persone si mettono in rete, la solidarietà diventa un progetto possibile.

Questa settimana dedichiamo spazio ai progetti che la Fondazione “Il Cuore si scioglie” di Unicoop Firenze sosterrà, nel corso del 2017, nell’ambito dei seguenti quattro temi: povertà, marginalità e integrazione, emergenza abitativa e violenza di genere.

Tra le proposte arrivate dal territorio toscano, la Fondazione ne selezionerà via via alcune che andranno on line sulla piattaforma di crowdfunding Eppela con un progetto concreto in cerca di finanziamento: la cifra massima da raggiungere, entro 40 giorni, potrà essere di 10mila euro; al raggiungimento della metà della cifra richiesta, la Fondazione contribuirà con l’altra metà del budget utile a raggiungere l’importo necessario.

Raccontiamo i primi cinque progetti on line sulla piattaforma.

Il primo progetto è “Cuochi e camerieri alla riscossa“, promosso dalla Onlus “I ragazzi di Sipario”, da anni impegnata nell’inserimento lavorativo di giovani disabili attraverso esperienze nel settore della ristorazione. Da quasi 10 anni la Cooperativa Sociale “I ragazzi di Sipario” promuove l’inclusione lavorativa di ragazzi con disabilità mentale e sensoriale nel campo della ristorazione.

“I ragazzi di Sipario” non sono più soltanto una trattoria, oggi sono un “Bistrot” dove oltre al classico pranzo con menu toscano, semplice e genuino, in un ambiente cordiale e gioviale “dove niente è scontato”, viene servito, prima o dopo l’ingresso al cinema, anche l’apericena, accompagnato, a volte, da cocktail e quanto prima, anche il “Brunch” per le famiglie, alla domenica.

I fondi raccolti saranno utilizzati per soddisfare le necessità dei ragazzi di acquisire nuove competenze, di essere accompagnati da docenti specializzati e tutor in un percorso che li faccia crescere professionalmente, in modo da avere maggiore sicurezza nello svolgimento delle nuove mansioni, e magari, ampliando il proprio curriculum, avere anche l’opportunità di inserirsi all’esterno, in un mondo del lavoro meno protetto.

Il secondo progetto, Acquafacile, nasce dalla collaborazione tra l’amministrazione comunale di Monsummano Terme (Pistoia), Unicoop.Fi Sezione Soci, Lad Laboratorio Accademico di Danza, ASD Nuoto Valdinievole, e l’Associazione Sportiva Dilettantistica che gestisce le piscine comunali di Monsummano e Larciano Lamporecchio.

I fondi raccolti verranno impiegati per l’acquisto di un sollevatore mobile per disabili da utilizzarsi proprio per le sue caratteristiche in tutte le vasche, interne ed esterne, più profonde (per i più grandi) e meno profonde (per i più piccini o per le disabilità che richiedono l’utilizzo delle vasche d’ambientamento).

Il terzo progetto, Kairos – Regala un sogno! , promosso dalla Comunità Il Simbolo, intende sostenere quei ragazzi con storie di deprivazione e mancanza affettiva, relazionale e spesso culturale. Spesso non hanno potuto vivere le tappe giuste per la loro età, sperimentando invece contesti di disagio e mancanza.

L’idea è di regalare esperienze che li emozionino, che possano arricchirli dal punto di vista umano, relazionale e culturale, che li incuriosiscano e gli facciano vedere che della vita esiste anche la parte bella.

In particolare, i fondi raccolti saranno utilizzati per progettare e realizzare:

  • itinerari di qualità legati all’arte, alla cultura, allo sport, alla cura e alla scoperta, durante i quali i ragazzi entreranno in contatto con esperti del settore;
  • la seconda fase, più concreta, prevede un laboratorio artistico-creativo, in cui i ragazzi potranno esprimere se stessi.

Un altro progetto, Casa Accoglienza per mamme, è promosso dalla Fondazione Danilo Nannini per la maternità e l’infanzia Onlus all’interno dell’Azienda ospedaliero-universitaria senese di Santa Maria alle Scotte. La struttura, realizzata grazie ad un’assidua raccolta fondi, ha l’obiettivo primario di garantire una permanenza gratuita alle mamme dei bambini nati prematuri o affetti da gravi patologie ricoverati presso l’ospedale toscano.

I fondi raccolti con la campagna di crowdfunding serviranno per:

1) il pagamento del canone e delle utenze;

2) la retribuzione per il personale dedicato al servizio di accoglienza;

3) le spese generali per il buon funzionamento della struttura in termini di decoro e sicurezza;

4) le spese di mediazione culturale ed interpretariato.

L’ultimo progetto, Casa Arrighi…casa mia, è un progetto sperimentale e innovativo di cohousing per persone con disabilità promosso dalla  Fondazione Dopo di Noi Onlus, costituita da 35 soci fondatori pubblici e privati che rappresentano tutto il tessuto socio economico dell’Empolesa, Valdelsa e Valdarno Inferiore.

La Fondazione ha come scopo quello di operare a beneficio di persone con disabilità i cui genitori o familiari siano impossibilitati a prendersi cura di loro per qualsiasi causa, al fine di assicurare loro un’adeguata assistenza, sia morale che giuridica, nonché un’idonea soluzione residenziale.

Il carattere innovativo della proposta consiste nel fatto che raramente le persone con disabilità hanno l’opportunità di sperimentare l’autonomia poiché tanto la vita all’interno della famiglia di origine quanto quella istituzionalizzata, pur garantendo una forte tutela, limitano spesso il percorso verso una vita adulta autonoma. Nella normalità dei casi i “ragazzi” escono di casa generalmente per emergenze sanitarie o lutti. Con il progetto “Casa Arrighi” si vuole, invece, uscire dalla logica della pura emergenzialità e riconoscere alla persona disabile il diritto alla vita autonoma e all’emancipazione dalla famiglia. Le persone con disabilità crescono, come chiunque altro, e terminano i propri percorsi educativi, formativi e riabilitativi (che non possono prolungarsi per tutta la vita).

I fondi raccolti verranno utilizzati per l’impianto di climatizzazione e per mettere le zanzariere alle finestre.

“I progetti mirano a un obiettivo concreto – spiega Giulio Caravella, consigliere della Fondazione Il Cuore si scioglie – dare un alloggio, ristrutturare uno spazio, realizzare un percorso formativo o dare un’opportunità di crescita, ma dietro a questi traguardi c’è di più. C’è l’intenzione della Fondazione di accogliere le richieste del territorio e dare supporto a quelle realtà pronte a mettersi in gioco per costruire insieme una solidarietà sempre più partecipata e collaborativa”. Attraverso questa campagna, aggiunge Caravella “apriamo le porte al contributo di chiunque, anche un singolo cittadino, che abbia una buona idea da realizzare e che voglia proporla a un’associazione che ha i requisiti per partecipare al bando. L’obiettivo è scoprire le tante realtà attive sul territorio e fare rete intorno alle buone idee. Chi ne ha, è benvenuto”.

 

 

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