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Chiude il circo Barnum e con esso cessano le torture sugli animali

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In molti conoscerete – o almeno il nome vi suonerà certamente familiare – il circo Barnum. C’è una buona notizia: a maggio questo luogo in cui gli animali venivano deliberatamente sottoposti a torture di ogni genere, darà il suo ultimo “spettacolo” e poi chiuderà i battenti per sempre.

La Ringling Bros and Barnum & Bailey era nata negli Stati Uniti d’America all’inizio della seconda metà dell’800, quando Phineas Taylor Barnum decise di intrattenere il pubblico attraverso spettacoli itineranti insieme ad animali esotici, acrobati che sfidavano la morte attraverso i loro numeri pericolosissimi e, addirittura, la messa in mostra di schiavi come fenomeni da baraccone di cui il pubblico rideva. Ma questo atteggiamento, sicuramente non giustificabile ma all’epoca comprensibile dati i tempi, oggi non è certamente tollerabile né degno di una società civile.

I proprietari del circo hanno ricevuto – dal 1992 a oggi – più di 50 denunce per maltrattamenti e abusi su animali, una quantità incalcolabile di multe e numerose ispezioni. Il perché è facilmente intuibile: gli addestramenti a cui venivano sottoposti i poveri animali erano a dir poco crudeli. Agli elefanti, persino agli esemplari più piccoli, venivano applicati degli uncini che provocavano un dolore straziante quando questi compivano movimenti non adatti all’esercizio. Non è un caso, d’altronde, che molti dei pachidermi che in realtà lo scorso anno avrebbero dovuto smettere di partecipare agli spettacoli per via dell’età elevata, in realtà fossero già morti.

Ma le vittime sottoposte a questa disdicevole barbarie sono state, nel corso del tempo, anche i grandi felini come ad esempio tigri e leoni, ma anche cammelli, canguri e lama. Animali che cambiavano di volta in volta seguendo la moda dei tempi.

Probabilmente i terribili spettacoli sarebbero andati avanti per molto tempo senza la congiunzione decisiva di due fattori: da un lato il calo clamoroso della vendita dei biglietti e dall’altro il lavoro instancabile di denuncia da parte delle associazioni e degli attivisti. Questi ultimi hanno documentato attraverso immagini e filmati il modo in cui gli animali vivevano. Così si è scoperto che venivano sottoposti a lunghissimi viaggi sotto il sole battente, che gli addestratori del Barnum addestravano i cuccioli con corde, bastoni, elettricità, catene. Tutto per il divertimento del pubblico.

Secondo alcuni, il declino delle vendite dei biglietti sarebbe dovuto proprio al lavoro di documentazione svolto dalle associazioni e la gente si sarebbe lentamente resa conto della gravità della questione.

Dunque, dopo una storia lunga 146 anni il circo Barnum si appresta a smontare le tende. Gli elefanti già sottratti alla compagnia hanno raggiunto un centro di conservazione che si trova in Florida, a Polk City; il destino degli animali ancora prigionieri – tigri, leoni, asini, cammelli, alpaca, canguri, lama – sarà invece quello di andare a vivere in aree protette.

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