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Diminuire del 10% il consumo di sale per preservare la nostra salute

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Abitualmente l’essere umano consuma troppo sale, il più delle volte senza rendersene conto visto che nell’industria alimentare si esagera regolarmente con tale sostanza nella preparazione dei prodotti. Ma tale consumo eccessivo è molto rischioso per la salute. Limitare del 10% il consumo di sale nell’arco di un decennio, infatti, consentirebbe di salvaguardare, ogni anno nel mondo, circa 6 milioni di anni di vita per via di malattie cardiovascolari. Inoltre, il risparmio medio sarebbe di 204 dollari per ogni anno di vita salvato. A rilevarlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica British Medical Journal (BMJ).

Come ha spiegato Michael Webb, primo autore dello studio e ricercatore in Economia presso l’Università di Stanford: «Abbiamo scoperto che un piano nazionale supportato dal governo per ridurre il consumo di sale nei cibi sarebbe costo-efficace in quasi tutti i Paesi del mondo».

Nel dettaglio, gli studiosi hanno applicato a 183 Paesi un modello statistico sviluppato appositamente per osservare l’apporto di sodio, i livelli di pressione sanguigna e gli effetti sulle malattie cardiovascolari. Questi sono stati messi in relazione ai costi scaturenti da programmi di riduzione del sodio, che si avvalgono di accordi con l’industria alimentare e progetti di educazione pubblica, con relativi investimenti in risorse umane, formazione, attrezzature e mezzi di comunicazione.

La validità generale dell’intervento è fondata sugli attuali sforzi compiuti nel Regno Unito e Turchia, che hanno avvalorato che un tale programma sostenuto dal governo può diminuire il consumo di sale di almeno il 10% in 10 anni. Ne è scaturito che tale diminuizione del consumo di sale potrebbe salvare ogni anno una media di 5,8 milioni di Disability-Adjusted Life Year (DALY), ossia un’unità di misura che è pari alla somma degli anni di vita persi a causa di una morte prematura e di quelli vissuti in malattia anziché in salute. Di questi 5,8 milioni di anni di vita persi, il 40% sono riconducibili a ictus, il 42% a malattia coronarica e il 18% ad altre malattie cardiovascolari.

Oltre a ciò, i ricercatori hanno calcolato anche i risparmi per ciascuna regione del mondo. Ad esempio in Europa Occidentale gli anni di disabilità schivati sarebbero 282.541 con un rapporto costo-beneficio di 477 dollari ognuno.

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