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“Amate Amatrice”, aggregazione sociale e ripresa economica insieme

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Un progetto dedicato ai bambini di Amatrice, il Comune colpito dal terremoto, che prevede una mensa scolastica per 150 bambini e l’ambizione di rilanciare il turismo gastronomico in una zona gravemente colpita dal sisma. Si chiama “Amate Amatrice” ed è certamente uno dei regali migliori che si possano concepire per una popolazione ingiustamente martoriata da un disastro imprevedibile.

La mensa è stata studiata per essere polifunzionale e dunque nel tempo potrà essere utilizzata per divenire un luogo d’incontro in cui organizzare attività inclusive, dal cinema ad eventi di ogni genere. Un progetto firmato dallo studio Stefano Boeri Architetti a cui hanno lavorato anche ingegneri per una progettazione strutturale naturalmente antisismica, servendosi del legno che come sappiamo è il materiale più adatto per non correre rischi. Oltre alla mensa scolastica il progetto prevede 9 ristoranti – che sono quelli che il terremoto ha raso al suolo – pavimentazione esterna pedonale con sedute e illuminazione, una piazza centrale realizzata allo scopo di ospitare Radura, ossia un centro di arredo urbano e verde completamente in legno. Boeri l’aveva concepita per il Salone del Mobile di Milano 2016 e ora ha scelto di donarla ad Amatrice; era nata con lo scopo di ricreare i suggestivi suoni e odori del bosco grazie a pali di legno proveniente dalle foreste del Friuli.

Che il legno, d’altra parte, sia la migliore soluzione su cui puntare in un Paese come il nostro, tutto sismico, non c’è dubbio e Boeri infatti afferma: «Gran parte dei territori italiani più esposti al rischio sismico si trovano sulla dorsale appenninica con grande ricchezza di boschi. Attorno ad Amatrice ad esempio ci sono boschi ricchissimi di querce, faggi e castagni: il legno dunque può essere l’elemento base per la ricostruzione. Ha caratteristiche di elasticità e leggerezza, è adatto sia in caso di ristrutturazioni sia per la costruzione di nuovi edifici. Ed è anche veloce da montare, specie nel caso di prefabbricati. Oltretutto essendo un materiale locale questa scelta può comportare anche vantaggi economici. Attorno al legno può nascere una nuova filiera, com’è accaduto ad esempio in Friuli».

In questo modo, aggiunge Stefano Boeri «se è vero che servono tante competenze, a partire da quelle che riguardano il taglio dei boschi gestito responsabilmente, lo è altrettanto che in zona esistono già competenze utili, come quelle della filiera del mobile nelle Marche. Si tratta di investire e di creare così anche nuove opportunità di lavoro, sul modello del friulano».

Della messa a punto della mensa scolastica si sono occupate 6 aziende della Filiera del legno, un’organizzazione che promuove questo prezioso materiale proveniente dai monti del Friuli Venezia Giulia, specializzate nel taglio degli alberi secondo una metodologia che impedisce di danneggiare i boschi, molto preparata anche sulla costruzione di strutture e pannelli con il vantaggio di poter montare il tutto direttamente sul posto. Queste le 6 aziende: De Infanti, falegnameria Vidoni, Domus Gaia, Diemme Legno, Legnolandia e Stolfo mobili.

Un’altra caratteristica importante di questo progetto è la possibilità di montare e smontare la struttura per poter essere spostata in un altro luogo. Quanto alla seconda fase del progetto, è prevista l’apertura di aree in grado di ospitare 9 ristoranti rasi al suolo dal terremoto con il chiaro intento di aiutare la rinascita del turismo gastronomico della zona. Un’idea vincente quella di Amate Amatrice che da luogo di aggregazione sociale è anche un impulso per la ripresa economica della zona.

 

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