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«Basta bombe», il flash mob di Medici Senza Frontiere per la Siria

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Un flash mob quello di Medici Senza Frontiere, organizzato qualche giorno fa, a piazza Montecitorio perché mai bisogna smettere di gridare alle coscienze addormentate il dramma umano che sta sconvolgendo la Siria. In un centinaio hanno risposto all’appello dell’Organizzazione e hanno sfilato accanto a camici bianchi, proprio identici a quelli dei loro colleghi che in questo momento sono tra Aleppo e Damasco a combattere la morte seminata dalle bombe.

Come purtroppo sappiamo, in questi giorni la situazione più delicata è quella che vede coinvolta la zona di Aleppo est dove si sta verificando un accanimento umanamente incomprensibile contro la popolazione civile con la relativa distruzione di edifici pubblici come scuole, innocue aree residenziali, e , purtroppo, ospedali. Anche quelli allestiti con mezzi di fortuna, per fronteggiare un’emergenza che è divenuta prassi giornaliera nella città siriana.

Il raduno a Montecitorio, con una candela nella mano, e uno slogan, “Not a target” cucito sul cuore per chiedere a chi un po’ di potere ce l’ha di fare qualcosa, non solo ai nostri governanti ma anche all’Onu, a tutti i governi, a chi potrebbe dare una mano per fermare questo scempio. I membri di Medici Senza Frontiere sanno perfettamente ciò che sta accadendo in Siria e pertanto hanno avanzato delle proposte concrete. Dice infatti il presidente dell’Organizzazione umanitaria, Loris De Filippi: «La situazione è drammatica, per questo chiediamo una sospensione del conflitto, affinché l’evacuazione dei feriti, soprattutto dei bambini, sia la più rapida possibile».

Ricordiamo infatti come al momento in Siria sia impossibile accedere: non solo Medici Senza Frontiere ma tantissime organizzazioni, tra cui anche l’Unicef, hanno denunciato decessi su decessi causati non solo dalle bombe ma anche dal divieto di introdurre nelle città vaccini e medicazioni. Per non parlare dell’emergenza rappresentata dall’acqua che avvelena la popolazione. Msf chiede di poter portare in città 45 tonnellate di materiale sanitario già pronto all’uso e che le persone che vogliono uscire da Aleppo siano messe in condizione di poterlo fare. «Sono richieste previste dal diritto umanitario internazionale, dalla convenzione di Ginevra e dalla risoluzione del consiglio di sicurezza dell’Onu 2286», dicono.

Il presidente Loris De Filippi rimarca come dall’inizio dell’assedio, a luglio, siano stati 30 gli attacchi contro le strutture sanitarie, comprese quella della sua Organizzazione. E, sconfortato, conclude: «Delle 25-30 ambulanze che avevamo, ne sono rimaste solo sei: peccato che non sappiano più dove portare i feriti estratti dalle macerie, perché gli ospedali ormai non esistono più».

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