cultura musicale

Pubblicato il 29 novembre 2016

La cultura musicale entra nelle carceri siciliane

Diffondere e promuovere la cultura musicale nelle carceri siciliane è l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato fra il garante dei detenuti Giovanni Fiandaca, il provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria Gianfranco De Gesu, il presidente Gandolfo Librizzi e il direttore del Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo, Daniele Ficola.

Tale convenzione, fortemente voluta dal presidente Gandolfo Librizzi che ha lavorato alla realizzazione dell’ambizioso progetto, ha una durata triennale e prevede laboratori didattico – formativi con docenti e allievi e concerti con le formazioni di maggior prestigio del Conservatorio.

Nell’accordo, il garante dei detenuti svolgerà anche il ruolo di promozione e coordinamento dell’iniziativa. Invece, l’Amministrazione penitenziaria siciliana si occuperà dell’efficace svolgimento delle attività, delle procedure autorizzative, e della raccolta dei risultati.

Si tratta di un importante tassello del percorso di apertura verso il sociale e le realtà disagiate in cui la musica diventa strumento di riflessione e di rieducazione funzionale.

Come ha spiegato Librizzi: «Uscendo dal Conservatorio per entrare nelle chiuse mura delle carceri, si potrà ottenere un duplice risultato positivo: innanzitutto per i detenuti destinatari principali dell’offerta musicale, poi anche per gli stessi artisti che potranno così prendere coscienza di una condizione dell’esistenza ben diversa da quella dell’abituale pubblico dei concerti».

 

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