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Immigrazione: tutti i numeri dell’emergenza internazionale

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Nel 2015, a livello mondiale, circa 34 mila persone al giorno sono fuggite dalle loro abitazioni per via dell’intensificarsi di conflitti e situazioni di crisi, ovvero una media di 24 persone al minuto. Si sono così calcolati, nel 2015, più di 65 milioni migranti forzati nel mondo, di cui 21,3 milioni di rifugiati, 40,8 milioni di sfollati interni e 3,2 milioni di richiedenti asilo.

A rilevarlo è il terzo “Rapporto sulla protezione internazionale in Italia” realizzato da ANCI, Caritas Italiana, Cittalia, Fondazione Migrantes e dal Servizio Centrale dello SPRAR, in collaborazione con UNHCR.

Dal rapporto si legge che i Paesi che ospita il maggior numero di rifugiati a livello mondiale si trovano in regioni in via di sviluppo. La Turchia si conferma il Paese che accoglie il più alto numero di rifugiati con 2,5 milioni di persone accolte, rispetto agli 1,6 milioni dello scorso anno.

Per quanto concerne le domande di protezione internazionale: in Europa nel 2015 ne sono state presentate 1.393.350, un valore più che raddoppiato rispetto all’anno precedente. La Germania, con 476.620 domande presentate si conferma il primo paese per richieste di protezione internazionale, seguita da Ungheria, Svezia, Austria e Italia. Questi primi cinque paesi raccolgono il 74,8% delle domande presentate nell’Unione Europea.

Alla fine di ottobre 2016, circa 4.899 persone hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa, di queste 3.654 nel Mar Mediterraneo. Sempre nello stesso anno nel nostro Paese sono giunte 159.432 persone, ossia +13% rispetto all’anno precedente, fra cui 19.429 minori non accompagnati, ossia il 12,1%; alla stessa data in Italia circa 171.938 persone sono state ospitate in diverse strutture di accoglienza (Cara, Cda, Cpsa, Cas, Sprar).

Come ha sottolineato il delegato Anci all’immigrazione, Matteo Biffon: «I numeri presentati evidenziano quanto sia sempre più urgente l’attuazione un sistema di accoglienza  organizzato, sostenibile e radicato sul territorio, per rispondere in modo efficace e proporzionato alla crescita della domanda di protezione internazionale nel nostro Paese».

 

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