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La città più green d’Italia 2016 è Macerata

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Sul podio della classifica delle città più ecologiche del nostro Paese troviamo Macerata, nelle Marche, che ha superato la piemontese Verbania, vincitrice lo scorso anno. Ad assegnare tale importante riconoscimento Legambiente nel Rapporto “Ecosistema Urbano 2016” sullo stato di salute delle città italiane realizzato in collaborazione con l’istituto di ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore.

L’indagine, giunta ormai alla sua XXIII edizione, punta a tracciare una fotografia delle performance ambientali dell’Italia guardando alle sue città attraverso 17 indicatori che analizzano cinque diverse dimensioni ossia: aria, acque, rifiuti, mobilità, energia.

Nello specifico, nella città marchigiana i valori di biossido di azoto, polveri sottili PM10 e ozono risultano bassi, la rete idrica perde soltanto l’86% dell’acqua, la raccolta differenziata copre il 73,5% dei rifiuti, i tetti degli edifici pubblici sono coperti di pannelli solari e il 98% dei consumi elettrici domestici deriva da fonti rinnovabili.

Ai primi dieci posti della graduatoria troviamo quasi tutte città al di sotto degli 80 mila abitanti, Macerata, Verbania, Mantova, Belluno, Oristano, Cuneo, Savona, tre centri di medie dimensioni, Trento, Bolzano e Parma, e nessuna grande città.

Dal rapporto possiamo notare che in testa alla classifica vi è ancora in prevalenza il Nord del Paese, insieme con due città del Centro Italia, la marchigiana Macerata, quest’anno prima su tutte, e la sarda Oristano, in ottava posizione. Alle ultime cinque posizioni della graduatoria, invece, troviamo Frosinone e quattro città del Sud: Palermo, Siracusa, Caserta e Vibo Valentia, che porta la maglia nera della classifica.

Come ha dichiarato la presidente di Legambiente, Rossella Muroni: «Questo rapporto racconta un Paese a due velocità: quella delle amministrazioni e quella dei cittadini con le associazioni, i comitati di quartiere, le cooperative solidali. E mentre le prime si confermano lente, rigide e quasi impermeabili ai cambiamenti, le seconde spiccano per vivacità e spirito d’iniziativa con tantissime buone pratiche che pur coinvolgendo concretamente un condominio, una strada o un quartiere, esprimono un’idea di città e di futuro ben più ampia».

 

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