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Pubblicato il 11 novembre 2016

Al via il progetto di formazione informatica per 100 detenuti

Dopo la sperimentazione nel carcere di Bollate su 500 carcerati che hanno fatto esperienze lavorative azzerando quasi l’aggravante, adesso è la volta di Opera, Rebibbia, il carcere di La Spezia, di Napoli, di Nisida (Napoli) e poi si aggiungeranno altri 4 istituti penitenziari, anche per minori, in cui 100 detenuti avranno la possibilità di partecipare a percorsi di formazione professionale nel campo dell’Ict (information and communication technology).

Si tratta di una grande opportunità di riscatto per i detenuti dei 10 istituti penitenziari, offerta dal protocollo d’intesa firmato ieri al Ministero della Giustizia con Cisco, Vodafone, Fondazione Vodafone, Cooperativa Universo e Confprofessioni.

Come ha affermato il ministro della Giustizia Andrea Orlando: «Il tasso di recidiva in Italia resta tra i più alti d’Europa, con una tendenza generale sopra il 60%. Ma il lavoro è in grado di dare risultati sorprendenti. Bollate è un po’ un istituto modello. Ora vogliamo testare quell’esperienza anche in altre realtà e potremo vedere i risultati sull’indice di recidiva in un campo più ampio».

Come ha chiarito Francesco Cascini, capo dipartimento della Giustizia minorile: «La pratica dice, infatti, che dove vi sono attività finalizzate al reinserimento professionale e culturale, la recidiva è 18 punti in meno della media».

Alcuni dei firmatari dell’accordo apporteranno anche un loro concreto contributo: Cisco inserirà il progetto di formazione sui detenuti in un più ampio piano di investimenti per dare un contributo alla digitalizzazione, che coinvolgerà anche 100 mila studenti; Vodafone donerà 130 personal computer per la formazione digitale dei carcerati.

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