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Al via il progetto di formazione informatica per 100 detenuti

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Dopo la sperimentazione nel carcere di Bollate su 500 carcerati che hanno fatto esperienze lavorative azzerando quasi l’aggravante, adesso è la volta di Opera, Rebibbia, il carcere di La Spezia, di Napoli, di Nisida (Napoli) e poi si aggiungeranno altri 4 istituti penitenziari, anche per minori, in cui 100 detenuti avranno la possibilità di partecipare a percorsi di formazione professionale nel campo dell’Ict (information and communication technology).

Si tratta di una grande opportunità di riscatto per i detenuti dei 10 istituti penitenziari, offerta dal protocollo d’intesa firmato ieri al Ministero della Giustizia con Cisco, Vodafone, Fondazione Vodafone, Cooperativa Universo e Confprofessioni.

Come ha affermato il ministro della Giustizia Andrea Orlando: «Il tasso di recidiva in Italia resta tra i più alti d’Europa, con una tendenza generale sopra il 60%. Ma il lavoro è in grado di dare risultati sorprendenti. Bollate è un po’ un istituto modello. Ora vogliamo testare quell’esperienza anche in altre realtà e potremo vedere i risultati sull’indice di recidiva in un campo più ampio».

Come ha chiarito Francesco Cascini, capo dipartimento della Giustizia minorile: «La pratica dice, infatti, che dove vi sono attività finalizzate al reinserimento professionale e culturale, la recidiva è 18 punti in meno della media».

Alcuni dei firmatari dell’accordo apporteranno anche un loro concreto contributo: Cisco inserirà il progetto di formazione sui detenuti in un più ampio piano di investimenti per dare un contributo alla digitalizzazione, che coinvolgerà anche 100 mila studenti; Vodafone donerà 130 personal computer per la formazione digitale dei carcerati.

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