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Pubblicato il 9 novembre 2016

E’ Donald Trump il 45° presidente degli Stati Uniti

Settant’anni, immobiliarista, personaggio televisivo, tra gli uomini più ricchi del mondo, padre di 5 figli avuti da tre diverse mogli, repubblicano. E’ questo il profilo di Donald Trump, il 45° presidente degli Stati Uniti d’America.

Dopo oltre 18 mesi di durissima campagna elettorale, i cittadini americani hanno scelto lui come successore di Barack Obama, preferendolo alla concorrente democratica Hillary Clinton. Un risultato scioccante quello emerso dalla chiamata alle urne di ieri, 8 novembre, data dell’Election day, che dal 1845 si svolge sempre il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre. Scioccante poiché la sua rivale politica era data per favorita da tutti i sondaggi condotti negli ultimi mesi. Eppure gli americani hanno invertito la rotta attribuendo proprio a Trump la preferenza che ieri lo ha visto primeggiare portando a casa, o meglio nella sua Trump Tower, la maggioranza assoluta (290) dei 538 grandi elettori e diventando così presidente degli Stati Uniti.

La cartina degli Stati Uniti d’America a sorpresa si è andata colorando sempre di più di rosso, il colore dei repubblicani, a discapito del blu della Clinton che ha guadagnato “solo” 218 grandi elettori.

“Prometto che sarò il presidente di tutti gli americani. I dimenticati di questo Paese, da oggi non lo saranno più”, ha commentato Donald Trump apparso radioso ed emozionato, circondato dalla sua numerosa famiglia e dai suoi più stretti collaboratori. Il tycoon, da oggi nuovo presidente degli Stati Uniti ha poi rivelato di aver ricevuto la chiamata della sua avversaria e ha speso per lei parole di stima e ringraziamento, utilizzando toni ben lontani da quelli della campagna elettorale. Quella tra Trump e Clinton è stata, infatti, una dura competizione fatta di accuse reciproche e non scevra di scandali portati all’occorrenza alla luce del sole (basti pensare alle accuse rivolte a Trump di molestie sessuali ai danni di diverse donne o a quelle che hanno interessato la Clinton in merito all’utilizzo di un server privato per l’invio di mail). Ma ormai oggi la macchina del fango non serve più, perché gli americani hanno scelto il loro 45° presidente.

In molti oggi si chiedono come cambierà il Paese e soprattutto come cambieranno i rapporti degli USA con il resto del mondo, soprattutto alla luce delle affermazioni spesso giudicate razziste che negli ultimi mesi Trump ha fatto in riferimento ai migranti, giudicati come criminali, e in particolar modo verso gli ispanici che contro di lui hanno eretto un vero e proprio muro. Lo stesso muro da costruire lungo il confine proprio per scongiurare l’ingresso di nuovi stranieri, come quello ipotizzato da Trump che per una casualità è stato eletto nel giorno della caduta di un altro storico muro, quello di Berlino. Ma fare previsioni a lungo termine per il momento è ancora difficile. Unica certezza è che la vittoria di Trump sembra aver spaventato, oltre agli immigrati, le Borse che questa mattina hanno aperto in ribasso per poi pian piano risalire.

Si chiude dunque l’era del premio Nobel per la pace Barack Obama che ieri ha salutato i suoi connazionali con un messaggio di speranza: “Ricordate: non importa che cosa accadrà, il sole domattina sorgerà e l’America sarà ancora il più grande Paese al mondo”.

 

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