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Pubblicato il 4 novembre 2016

Finalmente ci siamo, entra in vigore l’Accordo di Parigi

Da oggi, 4 novembre, entra ufficialmente in vigore il primo accordo mondiale della storia contro il riscaldamento climatico, l’Accordo di Parigi che rappresenta un impegno congiunto tra le nazioni per mantenere le temperature medie globali al di sotto della soglia dei 2° centigradi per arrivare, gradualmente, quanto più vicino possibile all’obiettivo di 1,5° centigradi.

A ratificare l’Accordo 94 Paesi, tra cui, oltre l’Europa, figurano presenze importanti quali Stati Uniti, Cina e India che sono poi a ben vedere i soggetti che inquinano di più, essendo la loro produzione industriale più elevata. Per questa ragione si tratta fondamentalmente di un accordo storico, che può contare sull’impegno di Stati dai quali ci si aspetta un contributo importante.

Se è vero che da un lato servirà del tempo per dare all’Accordo piena attuazione, è altrettanto vero che, per quanto “obbligata”, la decisione è stata presa e da oggi in poi è lecito attendersi politiche concrete per la riduzione delle emissioni. E a partire proprio da lunedì prossimo, quando a Marrakech inizierà la Conferenza Onu sul clima dalla quale dovrebbero emergere i primi provvedimenti. In vista di tale Conferenza, che si terrà dal 7 al 18 novembre, il Wwf ha elaborato uno studio sulle politiche e le misure da intraprendere per dare maggiore impulso alla transazione energetica e abbandonare quanto prima l’utilizzo del carbone nel settore elettrico.

Attraverso una nota, comunica infatti l’Associazione ambientalista: «Il carbone è il combustibile a maggiore emissione di CO2 nella generazione di energia elettrica. Per ogni kWh di energia generata a carbone l’emissione di CO2 è pari a 870 grammi contro i 370 grammi del gas naturale e le zero emissioni delle fonti rinnovabili. È evidente che l’utilizzo del carbone non è compatibile con gli obiettivi ambientali per contenere il cambiamento climatico ed è quindi necessario predisporre una via d’uscita dall’utilizzo di questo combustibile fossile che favorisca un’equa transizione dei nostri mercati energetici».

Proprio in vista della giornata di oggi, la Unfccc  e la Coalizione Clima hanno lanciato un appello per incoraggiare un’ampia adesione attraverso i social network e permettere così a tutti di partecipare a questo evento mondiale. Così sarà possibile interagire, attraverso l’hashtag #ParisAgreement, pubblicando un articolo o un semplice messaggio, l’estratto di un blog, immagini e tutto quanto abbia a che fare con il sostegno degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Per rafforzare il supporto, sarà possibile aggiungere anche i seguenti hashtag: #GlobalGoals, #COP22 e #ClimateAction.

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Redazione

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1 risposta

  1. Di cosa dovremmo felicitarci, di farci del male da soli?

    Se la cosa non fosse seria, verrebbe da sorridere a leggere le assurdità narrate da costoro e riepilogate in questo articolo, ahinoi senza aver prima fatto un minimo sforzo di analisi ed approfondimento tecnico scientifico che avrebbe aiutato anche non esperti a rendersi conto delle forzature demagogiche e fuorvianti che sono narrate.

    infatti, è davvero inconcepibile che si possano dire tante assurdità e falsità come per esempio quelle che – a campione – ho estrapolato dall’articolo qui sopra che possono essere inquadrate nel concetto di: “PROCURATO ALLARME”:

    ” Col suo impatto distruttivo sul clima, sulla salute delle persone e sull’ambiente, il carbone mette a rischio l’avvenire delle future generazioni, che si troveranno a dover affrontare gli effetti sempre più devastanti del cambiamento climatico.”

    Ebbene, ricordare che la CO2 (Biossido di Carbonio) è sostanzialmente un gas inerte, NON velenoso e NON dannoso per la salute degli esseri viventi (uomini ed animali) è doveroso, essendo peraltro il terzo gas fondamentale per la VITA sul Pianeta.

    Ricordare inoltre che il Carbone, che assicura la produzione di oltre il 40% di tutta l’elettricità prodotta nel Mondo è importante, come pure è fondamentale ricordare che l’eletricità è certamente il vettore che ha consentito di portare al benessere ed allo sviluppo tutti i Paesi oggi moderni ed avanzaati.
    A darne la dimostrazione inconfutabile è la condizione davvero miserevole in cui purtroppo ancora vivono oltre un terzo dell’umanità, nei troppi Paesi sotto sviluppati del pianeta, dove appunto manca energia ed elettricità davvero prodotta in maniera ragionevole e sostenibile. Invece siamo tutti i giorni confusi e deviati nella comprensione delle cosa da imbonitori che ci raccontano cose che la tecnologia dimostra non essere ancora adeguate a sostituire le fonti convenzionali di energia e lo stesso Carbone che, indubitabilmente, proviene dallo stesso mondo vegetale che ricopriva ampie aree del Pianeta nel lontano passato.

    Quindi demonizzare il Carbone e la stessa CO2 è davvero un’assurdità che meriterebbe di essere smascherata ed opportunamente compresa, nell’interesse davvero di tutti gli esseri umani.

    Ma anche volendo prendere per buone certe teorie catastrofiste, come quelle narrate nell’articolo, bisognerebbe che costoro facessero un minimo di approfondimento per rendere il loro vagheggiare un attimino più concreto e coerente.
    Infatti, è del TUTTO ERRONEO comparare le emissioni di CO2 dall’utilizzo del Carbone rispetto al Gas Naturale per la produzione elettrica.
    La ragione è che la comparazione dei numeri sopra richiamati nell’articolo si basa SOLO sulle emissioni “post-combustione” (vale a dire quando si brucia il combustibile per produrre l’elettricità ed avendo il Carbone una maggiore concentrazione di Carbonio nella propria molecola, è evidente che generi più CO2 in tale fase. Ma se, come raccontano costoro, fosse davvero così “catastrofica” tale produzione di CO2 (fondamentale per il mondo vegetale che poi è alla base dell’alimentazione degli esseri viventi sul pianeta!), allora bisognerebbe considerare TUTTE le emissioni della stessa molecola CO2 in un’analisi sul “Ciclo di Vita” degli stessi combustibili!
    In tale caso, se si andasse a monitorare quella che è la presenza e concentrazione della stessa CO2 (unitamente agli altri gas presenti nei giacimenti di idrocarburi ed in particolare da dove si estrae poi il Gas Naturale: Metano, Butano, Propano, CO2, Idrogeno Solforato, Protossido di Azoto, ecc.), le cose cambierebbero radicalmente nella loro comparazione quantitativa ai fini delle emissioni in atmosfera!
    Tali emissioni della fase “pre-combustione” sono rilevanti e cambierebbero totalmente il bilancio comparativo ed assoluto.

    Invece, costoro e gli stessi scienziati ONU che cavalcano questi temi, fanno finta (taluni proprio NON lo sanno, ma … cui prodest?) di non saperlo e così tali emissioni “pre-combustione, NON sono ne monitorate ne attribuite ad alcuno e così abbiamo i “catastrofisti” che enfatizzano l’uso del Gas Naturale (un combustibile molto pregiato, ma utile e necessario principalmente per altri utilizzi più importanti, nell’industria, nel civile, ecc.) a demonizzano quello del combustibile solido Carbone.

    Quello che davvero, invece, dovrebbe essere fatto è impiegare le attuali e disponibili MODERNE TECNOLOGIE che consentono di utilizzare questi combustibili (Carbone e Gas Naturale) nel modo più opportuno, prevenendo gli effetti dannosi che, altrimenti, qualsivoglia combustione produce.

    Infatti, una moderna Centrale alimentata a Carbone ha lo stesso impatto ambientale (peraltro davvero molto, molto contenuto), di una moderna Centrale alimentata a Gas Naturale.
    Sarebbe quindi doveroso ed opportuno che gli insegnanti approfondissero questi temi per una salutare ed opportuna informazione ed educazione dei nostri studenti che, altrimenti, sono fuorviati e portati a credere alle teorie demagogiche e fuorvianti che l’articolo qui sopra ben rappresenta.

    Ripeto, proprio nell’interesse di TUTTI!
    Se vogliamo aiutare i ns. simili che vivono nei Paesi sottosviluppati ad evolvere, dobbiamo portare loro abbondante e ragionevole energia ed elettricità. E’ una questione davvero etica e morale a cui non possiamo sottrarci.
    Grazie per l’attenzione.

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