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Voucher baby sitting per donne lavoratrici autonome e imprenditrici

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Scadenza: 31/12/2018.

Sono stati prorogati i tempi per accedere al beneficio. La madre lavoratrice, infatti, potrà presentare la propria domanda tramite i canali telematici dell’INPS entro il 31 dicembre 2018. Si tratta di una proroga relativa al Decreto del 1° settembre 2016, pubblicato sulla G.U. Serie Generale n.252 del 27 ottobre 2016, attraverso il quale il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha esteso l’erogazione del voucher per l’acquisto dei servizi di baby-sitting o per far fronte agli oneri dei servizi per l’infanzia, alle madri lavoratrici autonome o imprenditrici alle quali spetteranno fino a 600 euro al mese per 3 mesi su una dotazione finanziaria complessiva di 2 milioni di euro.

Ma facciamo qualche passo indietro: la normativa sui voucher baby sitting è stata introdotta dalla Riforma Fornero, Legge n. 92 del 28 giugno 2012, per promuovere una cultura di maggiore condivisione dei compiti genitoriali e favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Infatti all’art. 4, comma 24, lettera b), attribuisce alla madre lavoratrice, al termine del congedo obbligatorio e in alternativa al congedo parentale, la possibilità di avvalersi di voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati. A seguire, l’estensione del diritto ai voucher è stata prevista dalla Legge di Stabilità 2016 (art. 1 – comma 283 – Legge 28 dicembre 2015, n. 208) i cui criteri di accesso e le modalita’ di utilizzo del beneficio sono stabiliti appunto dal presente decreto.

SCHEDA
BENEFICIARIE Lavoratrici autonome o imprenditrici, comprese le coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali, imprenditrici agricole a titolo principale, nonché le pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne.
La richiesta potrà essere presentata anche dalle lavoratrici che abbiano usufruito in parte del congedo parentale.
OPZIONI Tali lavoratrici potranno richiedere per l’anno 2016, in luogo del congedo parentale, un contributo utilizzabile alternativamente:
1. voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting;  oppure
2. contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati.
PROCEDURE Il voucher per l’anno 2016 potrà essere richiesto al termine del periodo di fruizione dell’indennità di maternità (congedo di maternità obbligatorio) e nei 3 mesi successivi ovvero per un periodo massimo di 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino.
Per accedere al beneficio, la madre lavoratrice dovrà presentare la domanda tramite i canali telematici dell’INPS entro il 31 dicembre 2018, indicando a quale opzione accedere (v. sopra) e per quante mensilità intenderà usufruire del beneficio in alternativa al congedo parentale, con conseguente riduzione dello stesso congedo.
La scelta del beneficio non può essere variata, a meno che non si presenti una nuova domanda entro il limite temporale indicato (31 dicembre), che conseguentemente comporterà la revoca della precedente.
Ricevuta la comunicazione di accoglimento della domanda, la lavoratrice dovrà procedere all’acquisizione del voucher entro i successivi 120 giorni tramite gli stessi canali telematici. La mancata acquisizione del voucher si intenderà quale rinuncia al beneficio.
Si precisa che l’INPS provvede, ove necessario, alla pubblicazione delle istruzioni sul sito www.inps.it, sia in relazione all’elenco delle strutture eroganti servizi per l’infanzia aderenti alla sperimentazione sia per le modalità di pagamento dei servizi erogati dalle strutture medesime.
Nel caso di opzione per il contributo per l’accesso alla rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, la lavoratrice, prima della compilazione della domanda on-line per accedere al beneficio, e’ tenuta comunque a verificare la disponibilità dei posti presso la rete pubblica dei servizi per l’infanzia o le strutture private accreditate.
RISORSE La dotazione finanziaria complessiva è di 2 milioni di euro. Di questi, il beneficio consisterà in un contributo, pari ad un importo massimo di 600 euro mensili, per un periodo complessivo non superiore a 3 mesi, in base alla richiesta della lavoratrice interessata.
Nello specifico, il beneficio verrà erogato nel limite di spesa di 2 milioni di euro, secondo l’ordine di presentazione delle domande. In caso di esaurimento delle risorse, il decreto prevede che possa essere introdotto un limite legato al valore ISEE, ma solo con un successivo Decreto del ministero. In alternativa, se possibile, potrà essere rifinanziata la misura, evitando la limitazione legata all’ ISEE dell’anno di riferimento per accedere al beneficio.
Il contributo per il servizio di baby-sitting verrà erogato attraverso il sistema dei buoni lavoro, mentre nel caso di fruizione della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, il beneficio consisterà in un pagamento diretto alla struttura prescelta, fino a concorrenza del su citato importo massimo dietro esibizione da parte della struttura della richiesta di pagamento corredata della documentazione attestante l’effettiva fruizione del servizio.
INPS L’INPS provvederà, ove necessario, alla pubblicazione di apposite istruzioni sul suo sito istituzionale www.inps.it, sia in relazione all’elenco delle strutture eroganti servizi per l’infanzia sia per le modalità di pagamento dei servizi erogati dalle strutture medesime.
Nel caso di opzione per il contributo per l’accesso alla rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, la lavoratrice, prima della compilazione della domanda on-line per accedere al beneficio, e’ tenuta a verificare la disponibilità dei posti presso la rete pubblica dei servizi per l’infanzia o le strutture private accreditate.
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