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Addio a Tina Anselmi, partigiana e prima donna ministro in Italia

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“Partigiana, prima donna ministra, inflessibile avversaria dei poteri occulti. Con Tina Anselmi se ne va una madre della democrazia italiana”. Poche e semplici parole che riassumono una vita spesa in prima linea per il bene della democrazia e della libertà quelle utilizzate dalla presidente della Camera Laura Boldrini in occasione della scomparsa di Tina Anselmi, la prima donna ad aver ricoperto la carica di ministro della Repubblica in Italia, scomparsa ieri all’età di 89 anni nella sua casa di Castelfranco Veneto (Treviso).

In molti stanno esprimendo in queste ore il proprio cordoglio per la morte di questa donna che ha rappresentato un tassello importante per la storia del Belpaese.

Ma sono in tanti, soprattutto i più giovani o i meno appassionati di storia e politica, a non sapere chi fosse Tina Anselmi.

Nata il 24 marzo 1927 nel paese trevigiano in una famiglia cattolica dalle idee socialiste, e per questo perseguitata dai fascisti, Tina Anselmi frequenta prima il ginnasio a Castelfranco Veneto e poi l’istituto magistrale a Bassano del Grappa. Ed è proprio qui che nel settembre del ’44 i nazifascisti la costringono, insieme ad altri studenti, ad assistere all’impiccagione di 31 prigionieri per rappresaglia.

Dopo questo drammatico episodio Tina Anselmi decide di schierarsi in prima linea nella Resistenza assumendo il nome di battaglia Gabriella e diventando prima staffetta della brigata Cesare Battisti e poi passando al Comando regionale veneto del Corpo volontari della libertà. E’ in quegli anni che, come raccontato da lei stessa in una recente intervista, percorre più di 120 km in bicicletta per amore della libertà.

Nel dicembre del 1944 si iscrive alla Democrazia Cristiana e inizia a partecipare attivamente alla vita del partito, proseguendo anche gli studi, laureandosi in Lettere e poi diventando insegnante.

Parallelamente Anselmi inizia anche l’attività sindacale prima nella Cgil e poi nella Cisl, dirigendo il sindacato dei tessili dal 1945 al 1948 e poi quello degli insegnanti dal ’48 al ’55.

L’impegno professionale e sindacale non la distolgono, però, dal suo percorso politico che si rafforza in veste di incaricata nazionale dei giovani nella DC, dal 1958 al ’64, come membro del consiglio nazionale dello Scudo Crociato dal 1959 e come componente del comitato direttivo dell’Unione europea femminile, di cui diventa vicepresidente nel 1963.

Riveste poi il ruolo di deputata dal 1968 al 1992, eletta sempre nella circoscrizione Venezia-Treviso: nel corso del suo lungo mandato parlamentare fa parte delle commissioni Lavoro e previdenza sociale, Igiene e sanità, Affari sociali. Si occupa molto dei problemi della famiglia e della donna ed è al lei che si deve la legge sulle pari opportunità.

Il passaggio politico e storico cruciale, però, arriva però il 29 luglio del 1976 quando Tina Anselmi, per tre volte sottosegretario al ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, viene nominata ministro del lavoro e della previdenza sociale nel terzo governo Andreotti. Un evento storico perché si tratta della prima donna a ricoprire il ruolo di ministro in Italia. La fiducia a Tina Anselmi viene confermata anche nei due successivi governi di Andreotti in cui a lei viene assegnato il Ministero della Sanità.

Nel 1981, nel corso dell’ottava legislatura, ricopre anche il delicato ruolo di presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2, che termina i lavori nel 1985.

Nel 2009 riceve il “Premio Articolo 3” per il 2008 come “riconoscimento all’attività svolta durante tutta una vita spesa – anche a rischio della medesima – al servizio della libertà e dei valori di uguaglianza sanciti proprio dall’articolo 3 della nostra Carta Costituzionale. Questo ricordando in particolare l’attività dell’onorevole Anselmi come giovanissima staffetta partigiana, di sindacalista, di madre della legge sulle pari opportunità, di ministra, di principale autrice della riforma che introdusse il Servizio sanitario nazionale e di guida esemplare della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla Loggia P2”.

Dopo una vita vissuta intensamente, Tina Anselmi si è spenta ieri nel paese che le aveva dato i natali 89 anni prima, e i suoi funerali saranno celebrati il 4 novembre nel Duomo di Castelfranco Veneto.

 

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