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Parolamia: una foto per una nuova biblioteca ad Arquata del Tronto

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Arquata del Tronto e Pescara del Tronto sono tra i paesi più colpiti dal terremoto del 24 agosto scorso ed è ricominciata caparbiamente la ricostruzione, per quanto possibile.  Oltre allo sgombero dalle macerie serve un nuovo progetto che sia vitale, che dia il giusto soffio di speranza per aprire nuove strade. Forse niente può farlo meglio della cultura e, nel caso specifico, a partire da un libro.

Così nasce – o meglio rinasce dopo altri successi nel mondo – il progetto Parolamia del famoso fotografo Giovanni Marrozzini, grazie al quale verranno selezionati i primi 120 volumi che andranno a inaugurare la nuova biblioteca di Arquata del Tronto e Pescara del Tronto. Il procedimento è molto semplice: Giovanni Marrozzini metterà a disposizione una delle sue foto tra quelle scattate in tutto il mondo che verrà regalata a chi acquisterà 3 libri che fanno parte di una lista di 120 titoli.

La fotografia sarà stampata da Lorenzo Lessi in tiratura limitata di 40 copie e ciascuna di essa sarà firmata e numerata. Niente di più semplice: 40 foto per 120 libri.

La foto destinata alla futura biblioteca è stata scattata da Marrozzini in Etiopia. Grazie alla collaborazione della biblioteca Hoepli online, i libri verranno acquistati tramite web e poi destinati al progetto; dopo pochi giorni si riceverà a casa la foto con una recensione scritta da una firma autorevole del mondo della letteratura o della fotografia.

Giovanni Marrozzini spiega che il senso di “Parolamia” è quello di barattare racconti con racconti. Perché anche le fotografie raccontano, parlano ed entrano nell’animo, proprio come fanno i libri. Sottolinea inoltre: «Vorrei ringraziare la responsabile della biblioteca di San Benedetto del Tronto, Barbara Domini, la vice presidente della Pro Loco di Arquata, Emily Chiesa, a cui consegneremo i libri, e tutti gli amici che hanno acquistato i testi. Dopo i giorni passati ad Arquata e Amatrice, guardando i miei bambini prepararsi al mattino e andare a scuola tranquilli, ho immaginato i loro coetanei che non hanno più una scuola. E ho subito pensato che ‘Parolamia’ avrebbe potuto dare un sostegno al ricostruire, non solo fisico. Ricostruire un ottimismo, una quotidianità, soprattutto per i più piccoli».

 

 

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