investire nella mobilità ciclistica e pedonale per salvare vite umane

Pubblicato il 25 ottobre 2016

Investire in infrastrutture per salvare milioni di pedoni

Ogni anno sulle strade muoiono 1,3 milioni di persone, di cui circa la metà sono pedoni, ciclisti e motociclisti. I posti più pericolosi al mondo per andare a piedi o in bici risultano essere quattro Paesi africani. In Malawi, infatti, il 66% delle vittime della strada sono pedoni o ciclisti, in Kenya il 61%, in Sudafrica il 53%, in Zambia il 49%. A rilevarlo è il “Global Outlook on Walking and Cycling 2016″, ossia il Rapporto globale sul camminare e andare in bici, delle Nazioni Unite. 

Dal rapporto si legge che i trasporti a motore sono responsabili di un quarto delle emissioni globali di anidride carbonica, principale gas serra, e sono il settore le cui emissioni crescono maggiormente. Se non si prenderanno provvedimenti, nel 2050 i veicoli a motore scaricheranno nell’atmosfera un terzo della Co2 complessiva.

Proprio in virtù di tali dati allarmanti l’Agenzia dell’Onu per l’ambiente (UNEP) invita i Paesi a investire almeno il 20% dei loro bilanci per i trasporti nelle infrastrutture ciclistiche e per i pedoni per salvare vite umane e ridurre l’inquinamento e le emissioni di carbonio, che sono in aumento di oltre il 10% all’anno.

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